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Abuso d'ufficio Condanna in appello Amati: «La impugnerò»

BRINDISI – "Viviamo in un paese in cui i ladri e i tangentisti la fanno spesso franca, e chi amministra assumendo decisioni e prendendosi responsabilità viene condannato, sia pur con i benefici della sospensione e non menzione". E’ il commento del consigliere regionale Pd, Fabiano Amati, sospeso dal febbraio 2013 per una sentenza di condanna in primo grado che ieri è stata riformata ma parzialmente confermata dalla Corte d’Appello di Lecce
Abuso d'ufficio Condanna in appello Amati: «La impugnerò»
BRINDISI – "Viviamo in un paese in cui i ladri e i tangentisti la fanno spesso franca, e chi amministra assumendo decisioni e prendendosi responsabilità viene condannato, sia pur con i benefici della sospensione e non menzione". E’ il commento del consigliere regionale Pd, Fabiano Amati, sospeso dal febbraio 2013 per una sentenza di condanna in primo grado che ieri è stata riformata ma parzialmente confermata dalla Corte d’Appello di Lecce.
I giudici, infatti, lo hanno assolto dall’accusa di falso ideologico che gli era contestata e hanno riqualificato l’imputazione di abuso d’ufficio in tentato abuso d’ufficio, infliggendogli una pena di 6 mesi di reclusione a fronte della condanna a un anno e otto mesi decisa dal gup di Brindisi.

Al termine dello stesso processo è stato assolto dall’accusa di abuso d’ufficio il sindaco Pdl di Fasano (Brindisi) anch’egli sospeso ai sensi della Severino, che era stato condannato a otto mesi in primo grado e che a breve potrà tornare a rivestire la propria carica. Di Bari proprio stamattina si è recato dal prefetto di Brindisi per conoscere le modalità esecutive della revoca della sospensione che sarà immediata, dopo la produzione di un estratto del dispositivo di sentenza.

I fatti attribuiti ai due risalgono al 2008 quando Di Bari era già sindaco di Fasano e Amati consigliere comunale di opposizione: si tratta di presunti favori a parenti del consigliere nell’ambito della redazione del piano di recupero del centro storico di Fasano (Brindisi) di cui Amati fu delegato a occuparsi.

"Ora sono in attesa – scrive Amati in una nota – della decisione della Corte d’Appello di Bari dinanzi alla quale ho impugnato la sospensione dalla carica di Consigliere regionale, dopo che in primo grado mi era stata rigettata, nella speranza di poter avere un trattamento almeno pari a quello del sindaco di Napoli De Magistris e a quello cui beneficerà, ne sono certo e lo auspico, il bravissimo sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Felice per l’assoluzione decisa per il sindaco Lello Di Bari, ricorrerò in Cassazione". "Le mie decisioni politiche per il futuro? Se mi candido o meno? Potrei farlo – conclude Amati - nulla osta, ma ora mi prendo un momento di riflessione".

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