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Brindisi, in due mesi crolla la differenziata passa dal 37 al 16%

BRINDISI - Differenziata a picco nel comune capoluogo: dal 37,56% (percentuale mai raggiunta in precedenza) del mese di ottobre si è passati, dapprima, al 25,32% di novembre per poi sprofondare addirittura al 16,41% di dicembre
Brindisi, in due mesi crolla la differenziata passa dal 37 al 16%
PIERLUIGI POTI'
BRINDISI - Differenziata a picco nel comune capoluogo: dal 37,56% (percentuale mai raggiunta in precedenza) del mese di ottobre si è passati, dapprima, al 25,32% di novembre per poi sprofondare addirittura al 16,41% di dicembre.

Una flessione impressionante, ma anche ampiamente prevedibile (e preannunciata), laddove l’inversione di tendenza è stata la diretta conseguenza di quanto avvenuto a novembre (precisamente il 17 e nei giorni successivi) in concomitanza del passaggio di consegne nella gestione del servizio di raccolta dei rifiuti tra la Monteco (azienda uscente) e la “Ecologica Pugliese” (azienda subentrante), avvenuto ufficialmente il 21 novembre scorso. Periodo durante il quale Brindisi ha dovuto convivere con montagne di immondizia, abbandonata per strada a causa della “sparizione” di tutti i cassonetti e alla naturale fase di “rodaggio” che - regola vuole - segue all’ingresso di una nuova ditta affidataria del servizio.

A ben guardare, però, sul dato di novembre ha certamente pesato l’ultima decade del mese (diciamo, le due ultime settimane), quando cioè l’emergenza rifiuti ha raggiunto il suo apice, ma a dicembre, francamente, non ci si attendeva un flop del genere, anche perchè - se si escludono i primi giorni (durante i quali i meccanismi di raccolta non erano ancora entrati a pieno regime) - per il resto la differenziata (con la distribuzione, da parte di Ecologica Pugliese, del nuovo kit e il posizionamento definitivo dei nuovi cassonetti nei rioni dove non vige il “porta a porta spinto”) avrebbe dovuto decollare nuovamente (magari non raggiungendo le percentuali dei mesi precedenti, ma almeno tra il 25-30%). E, invece, si è raggiunto il minimo storico da quattro anni a questa parte. Da quando, infatti, la Regione ha minacciato consistenti sanzioni in termini di aliquota più alta (ecotassa) per ogni tonnellata di rifiuto conferito in discarica, il Comune di Brindisi (al pari delle altre Amministrazioni che, sino a quel momento, avevano trascurato l’importanza del riciclo dei rifiuti) si è attivato nell’ottica di incrementare una percentuale che, sino ad allora, era di poco superiore al 10%. Infatti, la media registrata nel 2010 è stata del 12,44%, mentre già l’anno dopo è andata più che raddoppiata (27,36%). Per dare un input in più, si è poi esteso il “porta a porta spinto” in alcuni quartieri cittadini e la percentuale è salita al 31,66% del 2012, restando grosso modo stazionaria (con una lieve flessione) l’anno dopo (30,34%). Infine, nel 2014, si è avuto un ulteriore incremento e la differenziata è rimasta costantemente oltre il 30%, raggiungendo il top, come detto, ad ottobre con il 37,56%.

L’auspicio, a questo punto - e, in tal senso, giungono le rassicurazioni dell’assessore competente (come riportato nel box in alto, ndr) - è che si sia trattato di un fatto estemporaneo, legato appunto al passaggio di consegne tra una azienda e l’altra e alle conseguenti difficoltà insorte. E che, quindi, già nel mese in corso possano riscontrarsi significativi passi in avanti. Già, perchè in caso contrario a pagarne - come al solito - sarebbero i cittadini: il Comune, infatti, sborsa 104 euro per ogni tonnellata di rifiuto indifferenziato conferito nell’impianto Cdr per la biostabilizzazione. Di conseguenza, tutta la quantità di rifiuti (e a dicembre sono state 800 tonnellate in più rispetto al dato di ottobre) che non finisce nel riciclo equivale - se la matematica non è un opinione - ad oltre 80mila euro in più che il Comune ha dovuto (o dovrà) versare.

Denaro che, in un modo o nell’altro, dovrà essere recuperato: e quale modo migliore se non quello di “tassarlo”, mettendo cioè “mano” nelle tasche dei contribuenti brindisini al momento della definizione delle aliquote Tari?

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