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Norman Atlantic verso Brindisi La Procura di Bari al lavoro «Ci saranno altri indagati» Era bloccato a Valona I dispersi: 18 per i greci, 98 per l'Italia La cronaca della tragedia  

BRINDISI – Ha iniziato la navigazione poco fa il rimorchiatore Marietta Barretta che ha agganciato ieri il traghetto Norman Atlantic, il traghetto a bordo del quale domenica mattina è divampato un incendio che ha provocato morti e feriti. Il Norman Atlantic – secondo le stime – raggiungerà Brindisi nella mattinata di domani. Sono in corso di identificazione, per essere indagati, membri dell’equipaggio del Norman Atlantic che avrebbero avuto ruoli di responsabilità nelle fasi di imbarco di passeggeri e mezzi, e in quelle dell’evacuazione dopo il rogo. Lo si apprende da fonti giudiziarie. I nuovi indagati dalla magistratura barese saranno formalmente iscritti domani mattina
Comandante rimorchiatore: abbiamo salvato tante vite
Un anno fa altro incendio, stessa compagnia
Il comandante: "Avrei voluto portare tutti a casa"
Otto pompieri di Brindisi in mare da domenica: veniteci a prendere
Norman Atlantic verso Brindisi La Procura di Bari al lavoro «Ci saranno altri indagati» Era bloccato a Valona I dispersi: 18 per i greci, 98 per l'Italia La cronaca della tragedia  
BRINDISI – Ha iniziato la navigazione poco fa il rimorchiatore Marietta Barretta che ha agganciato ieri il traghetto Norman Atlantic, il traghetto a bordo del quale domenica mattina è divampato un incendio che ha provocato morti e feriti. Il Norman Atlantic – secondo le stime – raggiungerà Brindisi nella mattinata di domani. Il Norman Atlantic viene scortato da altri due rimorchiatori della società brindisina Fratelli Barretta: il Tenax e l’Asmara.

L'ARRIVO A BRINDISI PER LA MATTINA - L'ingresso nel porto di Brindisi del rimorchiatore Marietta Barretta che sta trasportando il Norman Atlantic è previsto per le 7 di domani mattina. Si tratta di una previsione che è suscettibile di variazioni dovute ad eventuali mutazioni delle condizioni meteo marine.
Le procedure di attracco nel porto di Brindisi potrebbero rivelarsi anche molto lunghe e complesse. Per questo è stato deciso di compierle con la luce del sole. Il traghetto è sotto sequestro e sarà molto probabilmente messo in sicurezza nel porto esterno di Brindisi.

ANCORA A BORDO 8 POMPIERI BRINDISINI - "Sono ancora a bordo dei rimorchiatori Barretta gli 8 vigili del fuoco partiti domenica mattina da Brindisi". Lo rende noto Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato dei vigili del fuoco Conapo. I vigili del fuoco stanno rientrando a Brindisi a bordo dei rimorchiatori: non è stato possibile l’intervento di recupero urgente a mezzo elicottero sollecitato dal sindacato perchè considerato in questo momento troppo rischioso a causa delle avverse condizioni meteoclimatiche.
"Ed il rischio della missione con elicottero - si legge nel comunicato del Conapo – non appare giustificato da situazioni di pericolo dei vigili del fuoco".
"Le nostre istanze di recupero dei colleghi – evidenzia Brizzi – hanno trovato immediata risposta al Viminale con una riunione permanente nonostante i particolari giorni di festa. Resta il fatto che la vicenda è paradossale, i nostri soccorritori sono stati lasciati inutilmente in mare da 5 giorni e bisogna fare ogni sforzo per rimpatriarli prima possibile".

LA PROCURA: LAVORIAMO PER ALTRI INDAGATI - Sono in corso di identificazione, per essere indagati, membri dell’equipaggio del Norman Atlantic che avrebbero avuto ruoli di responsabilità nelle fasi di imbarco di passeggeri e mezzi, e in quelle dell’evacuazione dopo il rogo. Lo si apprende da fonti giudiziarie. I nuovi indagati dalla magistratura barese saranno formalmente iscritti domani mattina.

L'indagine della capitaneria di porto di Bari, coordinata dal procuratore Giuseppe Volpe e dal sostituto Ettore Cardinali, punta infatti a verificare il numero esatto delle persone a bordo e soprattutto dei mezzi.
Da indiscrezioni si apprende che nel lungo interrogatorio della notte scorsa, il comandante Argilio Giacomazzi, indagato in concorso colposo con l’armatore Carlo Visentini per i reati di naufragio, omicidio plurimo e lesioni, avrebbe chiarito di aver caricato a bordo della motonave il 75 per cento dei mezzi consentiti dalla capienza massima.
Gli inquirenti baresi, però, vogliono capire come siano stati sistemati e a quale distanza uno dall’altro camion e auto nel ponte 4, luogo dove si presume si sia originato il rogo. Scopo delle indagini anche stabilire se le dotazioni di sicurezza, che risulterebbero funzionanti, siano state attivate in tempo e se siano state sufficienti ad arginare le fiamme in condizioni di forte vento: condizioni che, secondo la magistratura barese, il comandante avrebbe dovuto tenere in conto prima di partire.

E poi saranno accertate le responsabilità connesse alla fase di evacuazione. A partire dall’allarme che, stando alle dichiarazioni di alcuni naufraghi, sarebbe stato dato in ritardo. Nell’interrogatorio reso nella capitaneria di porto di Bari, il comandante avrebbe però chiarito di aver "rispettato tutte le procedure", pur spiegando di aver lanciato prima un allarme interno all’equipaggio per verificare l’entità del rogo e non creare panico tra i passeggeri, e solo dopo quello generale all’intera nave.
Gli inquirenti temono che le fiamme abbiano distrutto il giornale di bordo ma confidano di recuperare la scatola nera che si trova sul relitto da cui arriveranno le prime verità. Attraccata a Brindisi, la motonave sarà messa in sicurezza per poi effettuare un primo sopralluogo. Agli atti del fascicolo della Procura barese ci sono al momento centinaia di testimonianze rese da passeggeri ed equipaggio sbarcati nei giorni scorsi sulle coste pugliesi, l’interrogatorio del comandante, i video dei telefonini privati acquisiti dagli inquirenti, la documentazione già acquisita dalla Compagnia armatrice. Si attendono poi gli esiti delle autopsie, che saranno eseguite nei prossimi giorni e, soprattutto, gli accertamenti tecnici irripetibili sul relitto.
Ma gli inquirenti non dimenticano che a bordo del relitto potrebbero trovarsi i corpi di altre vittime. Una squadra di medici legali, guidata dal professor Francesco Introna, è già pronta ad occuparsi di eventuali accertamenti su corpi carbonizzati.

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