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Brindisi, caos al Comune elargiti premi non dovuti per circa 500mila euro

BRINDISI - Solo pochi giorni fa la Gazzetta aveva pubblicato gli importi corrisposti a nove dirigenti comunali (oltre 250mila euro), in relazione ad indennità di risultato conseguito nel 2013, ed ecco scoppiare un’altra “grana” (di portata potenzialmente... esplosiva) a Palazzo di Città, guarda caso proprio in tema di premialità attribuite a dipendenti pubblici. A quanto pare, infatti, i Revisori dei Conti avrebbero rilevato qualcosa come 500mila euro, appunto, di premi elargiti a decine di funzionari e dirigenti, che risulterebbero non dovuti
Brindisi, caos al Comune elargiti premi non dovuti per circa 500mila euro
BRINDISI - Solo pochi giorni fa la Gazzetta aveva pubblicato gli importi corrisposti a nove dirigenti comunali (oltre 250mila euro), in relazione ad indennità di risultato conseguito nel 2013, ed ecco scoppiare un’altra “grana” (di portata potenzialmente... esplosiva) a Palazzo di Città, guarda caso proprio in tema di premialità attribuite a dipendenti pubblici.

A quanto pare, infatti, i Revisori dei Conti avrebbero rilevato qualcosa come 500mila euro, appunto, di premi elargiti a decine di funzionari e dirigenti, che risulterebbero non dovuti sulla scorta di quanto previsto dalla normativa e dalla giurisprudenza in materia. Una consistente somma di denaro, insomma, distribuita... a destra e a manca con troppa facilità, avendo ad oggetto - come si evince nelle determine dirigenziali passate al setaccio dai revisori contabili (ne sarebbero state analizzate diverse decine in applicazione, però, di un’indagine svolta solo a campione) - mere attività ordinarie che, di certo, non rientrano nell’elenco di quelle che legittimano la corresponsione di premialità (progettazione di opere pubbliche).

Una volta assodata la presunta irregolarità, il materiale cartaceo è stato immediatamente inoltrato alla procura regionale della Corte dei Conti per i necessari accertamenti, con la possibilità (tutt’altro che remota) che l’organo giurisdizionale decida ora di allargare l’inchiesta, disponendo l’esame di ulteriori atti amministrativi non direttamente entrati nel mirino dell’indagine sinora svolta.

Non solo: i Revisori hanno anche informato di ciò il sindaco, e l’Amministrazione in generale, affinchè attivi le iniziative finalizzate a recuperare l’ingente somma uscita - a quanto pare indebitamente - dalle casse comunali.

Tra i funzionari che più di altri hanno beneficiato di tali premialità, sulla carta non dovute, spiccano quelli che operano nell’ambito dei Lavori Pubblici: secondo i bene informati, ammonterebbe ad almeno 400mila euro (se non di più) la somma intascata dai dipendenti di tale Settore del Comune, mentre la restante parte della “torta” è andata a “gonfiare” il portafoglio di dirigenti e funzionari di altri Settori (soprattutto Urbanistica e Pubblica Istruzione), con importi diversi a seconda dell’attività svolta. In tutto, dovrebbero essere tenuti alla restituzione - sempre che il rilievo fatto dai Revisori dei Conti trovi fondamento - diverse decine di pubblici dipendenti, con una media di 7-8mila euro ciascuno.

La “patata bollente” ora - in attesa che la vicenda abbia un seguito dal punto di vista giurisdizionale - passa al sindaco che, in qualità di capo dell’Amministrazione, dovrà fare in modo che il mezzo milione di euro, che si presume uscito indebitamente dalle casse comunali, torni... all’ovile. Non sarà semplice e, soprattutto, sono già da mettere in preventivo valanghe di ricorsi.

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