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Sindaco: «Troppi casi di tumore nel comune»

VILLA CASTELLI (BRINDISI) - “Da anni – spiega il primo cittadino - notiamo un aumento sul territorio di patologie tumorali, con particolare incidenza sull’apparato respiratorio, con un conseguente aumento della mortalità, anche in fasce di età relativamente giovani. Come ho scritto nella lettera inviata all’Arpa lo scorso 24 novembre, ancora senza risposta, ritengo verosimile che questi aumenti possano derivare da fattori inquinanti"
Sindaco: «Troppi casi di tumore nel comune»
VILLA CASTELLI (BRINDISI) - "Ritengo che chi amministra abbia tra i primi doveri quello di garantire la salute dei propri cittadini. Per questo motivo ho scritto al direttore generale dell’Arpa Giorgio Assennato, chiedendo un incontro propedeutico ad un’indagine conoscitiva che consenta ogni possibile accertamento nell’aria, nei terreni, nei canali, ovunque, riguardante l’eventuale presenza di elementi nocivi”. Il sindaco Vitantonio Caliandro, spiega con queste poche parole l’intento che lo ha guidato nel prendere carta e penna ed invitare l’Agenzia regionale per l’Ambiente nel proprio Comune. E subito tende a sgombrare il campo da allarmismi.

“Da anni – spiega - notiamo un aumento sul territorio di patologie tumorali, con particolare incidenza sull’apparato respiratorio, con un conseguente aumento della mortalità, anche in fasce di età relativamente giovani. Come ho scritto nella lettera inviata all’Arpa lo scorso 24 novembre, ancora senza risposta, ritengo verosimile che questi aumenti possano derivare da fattori inquinanti provenienti sia dalla centrale a carbone Enel di Cerano sia dall’impianto siderurgico Ilva di Taranto o comunque da possibili altri fenomeni inquinanti presenti sul territorio comunale”.

Va ricordato – a tal proposito – che Villa Castelli si trova proprio al confine tra le due province, di Taranto e di Brindisi appunto, in una posizione non indifferente ad eventuali passaggi di emissioni nocive provenienti dalle su citate grandi realtà industriali. “In città – precisa il sindaco –vivono molti lavoratori sia dell’Ilva che della centrale brindisina e proprio una ventina di questi che lavoravano al siderurgico sono venuti a mancare negli ultimi cinque, sei anni”.
“E’ un dato di fatto – continua Caliandro – ch e sul territorio non operano industrie pesanti, essendo a vocazione prettamente agricola. Ma proprio per questa ragione (uso dei pesticidi a parte) l’aumento delle neoplasie e della relativa mortalità appare di difficile spiegazione. La posizione geografica del paese dovrebbe proteggerci: tuttavia, i fatti dimostrano che fattori esterni o altri elementi non conosciuti possano essere causa di questa incidenza superiore alla media. Con l’intervento dell’Arpa intendiamo semplicemente provare ad individuare tali fattori, al fin di prevenire danni ulteriori. Va comunque considerato che l’altitudine fa sì che Villa Castelli sia particolarmente esposta ai venti”.

In buona sostanza, il primo cittadino chiede che si possa procedere con una “verifica concreta della situazione, affinché la popolazione possa essere messa oggettivamente al riparo da possibili fonti di inquinamento e al tempo stesso possa serenamente fare le giuste scelte, anche in termini di stile di vita da adottare. Voglio far notare – precisa il sindaco di Villa Castelli – ch e oltre a quello delle neoplasie sul territorio si registra anche un preoccupante incremento della malattie cardiovascolari e degli infarti coronarici”.

C’è anche un altro aspetto dell’intera vicenda che fa capolino nella questione relativa al possibile inquinamento della zona. E cioè quello in cui si ipotizza che nei tantissimi punti della macchia boschiva circostante Villa Castelli qualche delinquente abbia suo tempo provveduto a smaltire rifiuti altamente tossici. “Certamente – conclude Caliandro - non possiamo tralasciare a priori eventuali ipotesi di ulteriori fonti di inquinamento legate alle dichiarazioni a suo tempo rese dal camorrista pentito Francesco Schiavone, il quale dichiarò che la sua organizzazione aveva utilizzato anche zone del Salento per sotterrare rifiuti tossici e nocivi”.

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