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Irrompono in casa e sparano alle gambe muore un imprenditore

BRINDISI – E' morto stamani in ospedale per 'choc emorragico' l’imprenditore edile Gerardo Vero, di 74 anni, ferito con colpi di pistola ieri sera nella sua abitazione (foto) di Tuturano (Brindisi) mentre era davanti alla tv in compagnia del figlio. Le indagini sono affidate ai poliziotti della Squadra mobile di Brindisi che battono anche la pista del regolamento di conti
Brindisi: una «strana» rapina
Irrompono in casa e sparano alle gambe muore un imprenditore
TUTURANO (BRINDISI) – Le finestre e le porte della villetta all’estrema periferia di Tuturano sono protette da inferriate, nonostante ciò secondo la ricostruzione dell’unico testimone della scena, ossia il figlio di Gerardo Vero, 74 anni, l’imprenditore ferito ieri sera con colpi d’arma da fuoco e morto stamani in ospedale, due uomini sarebbero riusciti a entrare attorno alle 21 per fare fuoco puntando alle gambe del padre. Avrebbero scavalcato un muro per poi entrare nell’abitazione di contrada Pesche, zona sperduta che è stato difficile localizzare perfino per i sanitari del 118.

E' questa la ricostruzione dei fatti consegnata ai poliziotti della squadra mobile di Brindisi che anche questo pomeriggio sono tornati sul luogo del ferimento che si è trasformato in un omicidio per cercare di comprendere se quanto raccontato dalle persone ascoltate sia compatibile con lo stato dei luoghi. Con le tracce di sangue, una delle quali, la più grande, rinvenuta sul materasso di un letto matrimoniale su cui, è stato accertato in seguito, era stesa la vittima che stava guardando la tv. Il figlio, 36 anni, si trovava nella sua stanza. Non era in casa la madre che presta servizio come badante presso privati. 

Vero è un imprenditore edile: la ditta di famiglia, a quanto riferito agli investigatori, non naviga in ottime acque ormai da qualche anno. Fiaccata da problemi economici ma soprattutto dalla bufera che travolse il costruttore negli anni Duemila, quando rimase coinvolto nella tangentopoli brindisina. Posizione marginale, la sua: false fatture per operazioni inesistenti a margine della realizzazione di un complesso di case popolari attorno alle quali era girata una speculazione con tanto di mazzette.

Ieri sera, vigilia di un giorno di festa, qualcuno sarebbe riuscito a oltrepassare il recinto illuminato dalle lucine di Natale per poi varcare la soglia della villetta e sparare. Almeno due le armi usate. Una calibro 7.65 senza dubbio, a giudicare dai tre bossoli trovati sul pavimento. E forse un revolver, considerato che sul corpo della vittima ci sono lesioni in numero maggiore di tre.

Sul movente è buio fitto. Le indagini partono dal contesto in cui è maturata quella che avrebbe dovuto forse restare una gambizzazione ma che si è tramutata in un omicidio volontario: Tuturano, per quanto limitata territorialmente sia, è una delle culle della Scu brindisina. La base operativa del clan legato al nome di Salvatore Buccarella, in carcere dagli anni Ottanta, ma che di recente è stato condannato per aver ordinato estorsioni nel settore del fotovoltaico. Ne tengono conto gli uomini della Mobile che escludono l’ipotesi che quanto accaduto sia la conseguenza di una rapina finita male.

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