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Arte, Carmelo Conte lo scultore di Latiano a Brindisi dopo 28 anni

di FRANCO DE SIMONE
«Scolpire il mare, solcare la terra, accarezzare il cielo». Tre frasi per salutare il ritorno dell’artista, del pittore-scultore, ma, soprattutto, dell’amico della nostra terra: Carmelo Conte. Sono trascorsi ventotto anni dall’ultima personale di Conte presentata a «Il Tempietto». In questi anni la produzione di opere monumentali ha continuato ad essere sempre più importante. Le sue opere, da oggi sino a domenica 14 dicembre, saranno esposte alla «Temporary First Gallery» (via Giudea), a Brindisi
Arte, Carmelo Conte lo scultore di Latiano a Brindisi dopo 28 anni
di FRANCO DE SIMONE
«Scolpire il mare, solcare la terra, accarezzare il cielo». Tre frasi per salutare il ritorno dell’artista, del pittore-scultore, ma, soprattutto, dell’amico della nostra terra: Carmelo Conte. Sono trascorsi ventotto anni dall’ultima personale di Conte presentata a «Il Tempietto». In questi anni la produzione di opere monumentali ha continuato ad essere sempre più importante. Anni di lavoro che oggi hanno portato Conte a sapersi conquistare un posto tra i grandi artisti contemporanei. Le sue opere, da oggi sino a domenica 14 dicembre, saranno esposte alla «Temporary First Gallery» (via Giudea), a Brindisi. La mostra che Brindisi ospita è da considerarsi un “ritorno ideale”, pensato per celebrare la meridionalità e insieme l’internazionalità di questo artista, che ha segnato con un’estetica personalissima l’arte.

Nato a Latiano il 9 luglio del ‘46, ha seguito il percorso di autodidatta, con naturale talento. Ha iniziato a dedicarsi giovanissimo alla pittura ed alla scultura. Ed oggi, riavvolgendo il nastro della sua vita artistica, vede i suoi lavori nelle gallerie di Milano, Firenze, Ferrara solo per restare solo ad alcune città che lo hanno ospitato, ma soprattutto, apprezzato. Dell’artista dalla riconosciuta internazionalità, il critico d’arte Massimo Guastella ha scritto: «Brindisi rappresenta per Conte un centro di riferimento costante nel suo percorso artistico. Nel capoluogo esponeva i suoi quadri nel ‘74, e le sue sculture nell’86.

Per celebrare la sua maturità artistica riprende “a sporcarsi le mani” con colori e argilla, proponendo l’attuale elaborazione grafico-pittorica e plastica trovata con coerenza linguistica. Volti, maschere dai tratti spigolosi, figure dense di attributi, esprimono nella dimensione simbolica la sua cifra più nota, la Madre Terra, ma oggi affronta anche il mito del mare, con terracotte parzialmente patinate , e guarda al “cielo” interpretando l’iconografia dell’ultima cena includendogli personaggi della quotidianità». Nella sua vita artistica la sua terra è rimasta il suo punto di riferimento, il fulcro della sua parabola artistica, Ed il capoluogo resta una delle piazze favorite per l’esposizione delle sue opere. Ha faticato non poco per vedere riconosciuta la sua straordinaria capacità di dipingere.
Ma oggi Brindisi si riappropria della sua anima dolce, che cerca una patria nelle altezze più nude, ma che resta sempre più solitaria. Le sue opere realiste, e al tempo stesso visionarie, sono destinate a far parte della memoria collettiva.

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