Cerca

Oria, è in divieto di sosta il comandante dei vigili multa di nuovo suo figlio

di ELISEO ZANZARELLI
ORIA - Ci sono casi in cui la parentela non conta: il comandante dei vigili urbani di Oria, in provincia di Brindisi, ha inflitto due multe per divieto di sosta al figlio e quest’ultimo ha goliardicamente deciso di pagare l’importo di uno dei verbali rompendo il salvadanaio: 87 euro in monete da un euro. Quando ha notato il furgone di suo figlio parcheggiato in modo irregolare nei pressi di una chiesta, il capo dei vigili non ci ha pensato su due volte
Oria, è in divieto di sosta il comandante dei vigili multa di nuovo suo figlio
di Eliseo Zanzarelli

ORIA (BRINDISI) - Ci sono casi in cui la parentela non conta: il comandante dei vigili urbani di Oria, in provincia di Brindisi, ha inflitto due multe per divieto di sosta al figlio e quest’ultimo ha goliardicamente deciso di pagare l’importo di uno dei verbali rompendo il salvadanaio: 87 euro in monete da un euro.Quando ha notato il furgone di suo figlio parcheggiato in modo irregolare nei pressi di una chiesta, il capo dei vigili non ci ha pensato su due volte e, anziché soprassedere per ragioni di parentela, ha invitato l’agente che era con lui nella macchina di servizio a prendere il taccuino e a redigere un verbale di contravvenzione da posizionare sul parabrezza del furgone da lavoro del figlio Sandro, di professione fotografo. È accaduto in agosto: Sandro era impegnato in un servizio fotografico per un matrimonio e per comodità aveva parcheggiato proprio davanti alla chiesa di San Domenico, in pieno centro. Il tempo di scaricare l’attrezzatura insieme con i suoi collaboratori e - zac! - l‘amara sorpresa: un bel verbale di contravvenzione sotto i tergicristalli,36 euro da pagare entro 60 giorni. Intestazione: Comune di Oria - Polizia Municipale. In calce, la firma del vigile urbano e poi anche quella del capitano Dell’Aquila, cioè suo padre, che della polizia locale è il responsabile.

Quasi non credeva ai suoi occhi, anche perché di quell’impegno lavorativo e della sua intenzione di parcheggiare per pochi minuti in corrispondenza del sagrato aveva pure fornito comunicazione al genitore. Una storia di straordinario rispetto delle regole, che però il fotografo avrebbe potuto prevedere, giacché anni addietro gli era capitata più o meno la stessa cosa: aveva parcheggiato in maniera non proprio ortodossa in una piazza della città, passarono i vigili e anche allora fu multa.

Nell’auto di servizio, anche in quell’occasione, c’era il comandante Dell’Aquila, il quale ordinò all’agente che lo accompagnava di scendere e di multare proprio «quella macchina», ossia l’Alfa Romeo di suo figlio Sandro. Quest’ultimo, pur avendo riconosciuto di essere nel torto, non accettò di buon grado tutta quella severità, anche perché, a differenza della sua, altre auto pure parcheggiate fuori posto non furono sottoposte allo stesso trattamento.

Come di recente, anche in quell’occasione si discusse dell’accaduto a casa, ma anche allora non ci fu modo di spiegare, dissentire, giustificarsi: «Paga la multa e impara per le prossime volte», la caustica replica alle timide proteste.

Detto, fatto: al penultimo giorno utile (60 quelli concessi) il figlio pagò al padre l’intero importo di 87 euro in monete da un europresso il comando di polizia municipale di Oria. Il consiglio di stare attento per il futuro, però, il fotografo sembra non averlo preso tanto sul serio. E, dimentico dell’inflessibilità del genitore, la scorsa estate ci è ricascato

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400