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Casi di tumore a Brindisi Oncologo: Anche qui  accertare responsabilità

BRINDISI – "Dal 2001 al 2013 ho segnalato all’autorità giudiziaria 5 casi di mesotelioma, 9 tumori del polmone, 3 linfomi non Hodgkin e leucemie, 2 angiosarcomi in lavoratori di diversi comparti industriali brindisini. Come me, sono certo, anche altri medici avranno fatto lo stesso per i loro pazienti. Riteniamo allora che se a Mantova per gli stessi tipi di tumore si è celebrato un processo e si sono individuate delle responsabilità, lo stesso si possa fare a Brindisi"
Casi di tumore a Brindisi Oncologo: Anche qui  accertare responsabilità
BRINDISI – "Dal 2001 al 2013 ho segnalato all’autorità giudiziaria 5 casi di mesotelioma, 9 tumori del polmone, 3 linfomi non Hodgkin e leucemie, 2 angiosarcomi in lavoratori di diversi comparti industriali brindisini. Come me, sono certo, anche altri medici avranno fatto lo stesso per i loro pazienti. Riteniamo allora che se a Mantova per gli stessi tipi di tumore si è celebrato un processo e si sono individuate delle responsabilità, lo stesso si possa fare a Brindisi". E' quanto ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa Maurizio Portaluri, oncologo e primario di Radioterapia all’ospedale 'Perrinò di Brindisi in una conferenza stampa convocata al fianco di associazioni locali.

Portaluri ha effettuato una consulenza che è stata inserita in un esposto presentato in procura da parenti di persone morte per mesotelioma a Brindisi. "La sentenza di Mantova – ha detto - è l’ultima di ordine di tempo a smentire la tesi che per i tumori non sia possibile individuare una responsabilità penale". Nel corso dell’incontro con i giornalisti è intervenuta anche Nadia Stella, figlia di un lavoratore del petrolchimico morto qualche mese fa per un tumore al polmone. A quanto è stato riferito, l’uomo dieci anni fa fece di sua iniziativa una Tac del torace che non mostrava anomalie. "Se qualcuno ci avesse informato della necessità di ripetere ogni anno quell'esame – ha detto la donna – molto probabilmente mio padre sarebbe ancora vivo. Il datore di lavoro, la Asl ma soprattutto il medico curante, conoscendo il lavoro che egli aveva svolto, avrebbero dovuto sottoporlo alla sorveglianza sanitaria".

Il presidente del patronato Acli di Brindisi, presente all’incontro, Cosimo Giumentaro, ha rinnovato la disponibilità del patronato sia a proseguire il sostegno ai lavoratori nelle richieste di natura previdenziale, sia nelle rivendicazioni che riguardano la tutela della salute.

Il primario, Portualuri, ha infine invitato il patronato a informare i lavoratori ex esposti, assistiti in questi anni, a richiedere al medico curante l’esecuzione di esami volti alla prevenzione secondaria dei tumori correlati con il lavoro svolto in passato, in attesa che la Asl organizzi la sorveglianza prevista dalla legge.

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