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Brindisi, fece scendere fratello da ambulanza ma lui morì: condannata

BRINDISI - Un uomo fu colto da malore nei pressi di una spiaggia, ma la sorella lo fece scendere dall'ambulanza nonostante il consiglio al ricovero da parte del medico intervenuto. L'uomo morì il giorno dopo. Il giudice ha assolto il sanitario del 118 e condannato la sorella
Brindisi, fece scendere fratello da ambulanza ma lui morì: condannata
BRINDISI – Un medico del 118, accusato di aver consentito ad un paziente colto da malore di scendere dall’autoambulanza, è stato assolto, mentre la sorella e tutrice del paziente, morto durante il successivo soccorso, è stata condannata ad otto mesi di reclusione per non aver dato il consenso al ricovero: tutto questo al termine di un processo per cooperazione in omicidio colposo che si è concluso oggi a Brindisi dinanzi al giudice monocratico Luca Scuzzarella. Il giudice ha emesso una sentenza quasi del tutto conforme alle richieste del pm Milto Stefano De Nozza.

I fatti risalgono al luglio del 2010, quando un uomo accusò un malore nei pressi di uno stabilimento balneare di Brindisi. La sorella impedì che il medico e il personale del 118 si occupassero di lui, non concedendo il consenso, e sostenendo che fosse in buono stato di salute. Le sue condizioni però si aggravarono, finchè il giorno successivo l’uomo cessò di vivere. Fu disposta l’autopsia: finirono a processo il medico che si trovava nell’ambulanza e la sorella e tutrice della persona colta da malore.

A quanto è emerso durante il dibattimento, il medico aveva consigliato il ricovero e il trasferimento in ospedale, ma non c'era stato il consenso in quanto la sorella si era "opposta al ricovero, facendo scendere l’uomo dal mezzo e portandolo con sè a casa".

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