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Torre Guaceto: scarico depuratore in riserva definita alternativa

BRINDISI - In un incontro con tecnici dell’Acquedotto alla Regione Puglia è stato definita oggi una possibile soluzione per superare il problema dello scarico all’interno della riserva naturale protetta di Torre Guaceto delle acque sanificate del depuratore consortile di Carovigno (Brindisi). "L'intervento – si legge in una nota della Regione Puglia - verrebbe realizzato attraverso trincee drenanti disperdenti sul suolo e negli strati superficiali del sottosuolo, di adeguate dimensioni, in cui far conferire gli attuali apporti dei reflui depurati, pari a 50 litri al secondo"
Torre Guaceto: scarico depuratore in riserva definita alternativa
BRINDISI  – In un incontro con tecnici dell’Acquedotto alla Regione Puglia è stato definita oggi una possibile soluzione per superare il problema dello scarico all’interno della riserva naturale protetta di Torre Guaceto delle acque sanificate del depuratore consortile di Carovigno (Brindisi).

"L'intervento – si legge in una nota della Regione Puglia - verrebbe realizzato attraverso trincee drenanti disperdenti sul suolo e negli strati superficiali del sottosuolo, di adeguate dimensioni, in cui far conferire gli attuali apporti dei reflui depurati, pari a 50 litri al secondo". La dispersione, in sostanza, avverrebbe in fosse scavate in terreni agricoli lungo il tracciato del depuratore, a monte della riserva naturale.

 La proposta è stata illustrata con una relazione geologica-idrogeologica da Acquedotto Pugliese che gestisce l'impianto entrato in funzione il 22 settembre scorso e che serve tre comuni brindisini. Secondo quanto concordato oggi, Aqp presenterà il progetto entro 20 giorni e, dopo le autorizzazioni prescritte, realizzerà l’opera a proprio carico e in tre mesi con procedura d’urgenza. Parallelamente, Aqp proseguirà nella  realizzazione della già prevista condotta sottomarina concordata con il consorzio di Gestione di Torre Guaceto, che porterà lo scarico in alto mare, a diversi chilometri di distanza dalla foce di Canale Reale, in località punta Apani.

Aqp, ha anche precisato che, in anticipo sui tempi previsti,  le acque trattate dal depuratore e provvisoriamente sversate in Canale Reale, "hanno raggiunto i limiti previsti dalle tabelle" a norma di legge.

"La torbidità delle acque notata nei giorni successivi all’entrata in esercizio del depuratore – sottolinea Aqp in una nota – è normale e conseguente ai processi di avviamento dell’impianto". All’incontro con i tecnici di Aqp hanno partecipato gli assessori ai Lavori pubblici, Gianni Giannini e alla Qualità del territorio, Angela Barbanente, e rappresentanti del Consorzio di gestione della Riserva.

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