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Troppe multe annullate e il Comune paga le spese

BRINDISI - Non bastasse il contenzioso - davvero enorme - relativo alle richieste di risarcimento danni per incidenti e/o cadute provocate da anomalie e insidie stradali, ci si mette anche quello inerente i ricorsi proposti avverso le multe per infrazioni al Codice, accolti in gran numero dal Giudice di Pace. Per le casse comunali non c’è un attimo di pace e ora dovranno essere “spremute” ulteriormente, in misura pari a 30mila euro
Troppe multe annullate e il Comune paga le spese
BRINDISI - Non bastasse il contenzioso - davvero enorme - relativo alle richieste di risarcimento danni per incidenti e/o cadute provocate da anomalie e insidie stradali, ci si mette anche quello inerente i ricorsi proposti avverso le multe per infrazioni al Codice, accolti in gran numero dal Giudice di Pace. Per le casse comunali non c’è un attimo di pace e ora dovranno essere “spremute” ulteriormente, in misura pari a 30mila euro, per far fronte alle spese di soccombenza legate alle sentenze pronunciate dall’organo giudicante. A tanto ammonta, infatti, l’impegno di spesa richiesto dal dirigente della Polizia Municipale, col. Teodoro Nigro, e autorizzato con determina dal dirigente del Settore Finanziario, rag. Mirella Destino.

A dare chiara e netta l’impressione che i ricorsi accolti continuano ad essere numerosi concorrono alcune precisazioni fatte nell’atto pubblico e cioè: «occorre far fronte alle ricorrenti spese di soccombenza» e, ancora, «è necessario impegnare la somma di 30mila euro sulla base del trend dell’ultimo biennio».
Quel “ricorrenti” e quel “trend” sono di facile interpretazione, indicando inequivocabilmente, da un lato, che buona parte delle sentenze del Giudice di Pace sono favorevoli agli automobilisti e, dall’altro, che tale andazzo va avanti da almeno 2-3 anni.

Evidentemente, c’è qualcosa che non va nel meccanismo delle contravvenzioni, anche perchè il Giudice di Pace accoglie i ricorsi (e annulla i verbali) solo a ragion veduta, allorquando, cioè, le pretese addotte dagli automobilisti a giustificazione della propria domanda hanno un preciso fondamento. Ed è davvero un paradosso che, a pagare sempre e comunque, siano i cittadini, tra cui gli stessi automobilisti “graziati” in sede di contenzioso, laddove il denaro non introitato per effetto della multa e quello sborsato per far fronte alle spese di soccombenza deve, in un modo o nell’altro, essere recuperato. E in che modo altrimenti, se non con una maggiore imposizione fiscale a carico dei contribuenti? [p. potì]

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