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Brindisi tra le città meno «intelligenti»

BRINDISI - L’ennesimo “schiaffo” giunge dall’indagine denominata “ICity Rate” e relativa alla graduatoria nazionale delle città intelligenti, nell’ambito della quale Brindisi occupa la 91° posizione su 106 realtà territoriali prese a campione. Solo Taranto (in Puglia) riesce a... tenerci testa
Brindisi tra le città meno «intelligenti»
BRINDISI - Ormai è diventata una spiacevolissima abitudine e, anche se i brindisini ci hanno fatto il “callo”, non è certo bello apprendere sistematicamente di far parte di una città tra le... meno vivibili d’Italia. L’ennesimo “schiaffo” giunge dall’indagine denominata “ICity Rate” e relativa alla graduatoria nazionale delle città intelligenti, nell’ambito della quale Brindisi occupa la 91° posizione su 106 realtà territoriali prese a campione. Solo Taranto (in Puglia) riesce a... tenerci testa (stessa posizione con identico punteggio), ma anche gli altri capoluoghi di provincia non è che se la passano meglio, considerato che Foggia è all’89° posto, Lecce all’81° e Bari al 71°.

Ma in cosa consiste l’indagine? “ICity R at e ” - partendo dalla considerazione secondo la quale una città intelligente può essere costruita solo conoscendo a fondo il contesto territoriale, le sue dinamiche economiche e il suo capitale sociale e relazionale - fa riferimento a circa 100 indicatori utili a descrivere il sistema urbano e riferibili, per ciascuna città, a sei dimensioni di analisi: economia, ambiente, mobilità, governo, qualità della vita e capitale sociale.

Le note più dolenti concernono il primo parametro, ovvero l’economia (che ricomprende occupazione e disoccupazione, imprenditoria giovanile e femminile, inserimento occupazione di persone di origine immigrata, infrastrutture stradali e ferroviarie, attrazione turismo, qualità dell’università e propensione alla rete: tutti aspetti in relazione ai quali, evidentemente, il nostro territorio offre poco), la governance (utilizzo di auto “verdi”, Pubblica Amministrazione certificata, politiche energetiche, pianificazione e partecipazione ambientale, indice sintetico di programmazione per lo sviluppo del territorio e indice di trasparenza del sito web del Comune), il capitale sociale (lavoro, istruzione, attrattività, pari opportunità, invecchiamento attivo, lettura quotidiani, scuola digitale, livello di istruzione, abbandono scolastico e attivismo sportivo) e, soprattutto, qualità della vita (cultura, sanità, immigrazione e sicurezza) in relazione al cui parametro Brindisi è tra i bassifondi della graduatoria.

A margine di “ICity Rate”, vi è un’ulteriore indagine condotta dall’ufficio studi di Forum Pa e finalizzata ad accertare in che misura le amministrazioni fanno ricorso alla tecnologia per informare e confrontarsi con i cittadini. Ebbene, anche sotto quest’aspetto, Brindisi non brilla affatto. Anzi: dallo studio è emerso che Brindisi e Lecce hanno un numero di followers (letteralmente seguaci) al proprio account Twitter pari ad appena 300 e solo Trento (che, tuttavia, lo ha aperto solo da pochi mesi) ne conta meno (prima è Torino con circa 82mila). Stesso discorso in relazione al numero di tweet (messaggi inviati attraverso Twitter) al giorno: Brindisi e Lecce sono appaiate al penultimo posto (dietro c’è solo Teramo) con 0.04 (la prima è Bologna con 24). Tutto ciò scaturisce dal fatto che l’account Twitter del Comune di Brindisi è stato creato nel mese di marzo 2013 e l’ultima volta che risulta essere stato utilizzato è nel mese successivo. [Pierluigi Potì]

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