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Reflui nella riserva di Torre Guaceto sit-in di protesta a Bari

BARI – "Il depuratore di Carovigno, nel brindisino, non può continuare a scaricare reflui nella riserva naturale di Torre Guaceto". Lo hanno chiesto a gran voce gli aderenti al 'Gruppo di azione spontanea per Torre Guaceto e Terranovà che stamattina a Bari, in quasi quaranta, hanno protestato fuori dalla sede del Consiglio regionale della Puglia, dove è in corso una riunione dell’assemblea pugliese, chiedendo il blocco dello scarico e la contestuale realizzazione di una condotta sottomarina a tutela della biodiversità dell’area protetta
Reflui nella riserva di Torre Guaceto sit-in di protesta a Bari
BARI – "Il depuratore di Carovigno, nel brindisino, non può continuare a scaricare reflui nella riserva naturale di Torre Guaceto". Lo hanno chiesto a gran voce gli aderenti al 'Gruppo di azione spontanea per Torre Guaceto e Terranovà che stamattina a Bari, in quasi quaranta, hanno protestato fuori dalla sede del Consiglio regionale della Puglia, dove è in corso una riunione dell’assemblea pugliese, chiedendo il blocco dello scarico e la contestuale realizzazione di una condotta sottomarina a tutela della biodiversità dell’area protetta.

Una delegazione di manifestanti ha incontrato il presidente dell’Assemblea legislativa pugliese, Onofrio Introna, al quale hanno spiegato che "in violazione di legge si stanno scaricando centinaia di metri cubi al giorno di liquami fognari non filtrati nel Canale Reale che sfocia sulla riva della Zona A della riserva di Torre Guaceto".

Gli attivisti hanno anche posto la questione della difesa dai rifiuti dell'intera zona limitrofa, dicendosi contrai alla realizzazione di un impianto di compostaggio in un’area a forte vocazione turistica come a Carovigno ed indicando come alternativa l’area industriale di Brindisi. "Sono tutte questioni che affideremo al governo regionale perchè - ha assicurato Introna alla delegazione – possano essere condotte le necessarie verifiche di fattibilità". Il sit-in davanti la sede del Consiglio è stata l'occasione per promuovere la petizione (disponibile sulla piattaforma change.org) diretta al presidente della Giunta regionale, Nichi Vendola, per trovare una soluzione definitiva al problema degli scarichi.

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