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Brindisi, operaio morì sul lavoro, condanna e maxi-risarcimento

BRINDISI – Il giudice del Tribunale di Brindisi Vittorio Testi ha condannato per omicidio colposo un imprenditore edile, Alessandro Turi, di 65 anni, a due anni di reclusione (pena sospesa), per la morte di un operaio sul luogo di lavoro. Assolto, invece, Luigi Termite, 63 anni, committente di lavori edili presso uno stabile a San Vito dei Normanni (Brindisi)
Brindisi, operaio morì sul lavoro, condanna e maxi-risarcimento
BRINDISI – Il giudice del Tribunale di Brindisi Vittorio Testi ha condannato per omicidio colposo un imprenditore edile, Alessandro Turi, di 65 anni, a due anni di reclusione (pena sospesa), per la morte di un operaio sul luogo di lavoro. Assolto, invece, Luigi Termite, 63 anni, committente di lavori edili presso uno stabile a San Vito dei Normanni (Brindisi).

I fatti risalgono all’agosto del 2011. Un manovale, Vincenzo Petrarolo, morì un mese dopo in ospedale per le ferite riportate in una caduta da una altezza di quattro metri causata, secondo quanto venne accertato, dalla rottura di un ponteggio sul quale stava lavorando per realizzare pilastri. Il titolare della ditta, nonchè responsabile della sicurezza, alle cui dipendenze lavorava la vittima, dovrà risarcire dei danni subiti, da determinarsi in separata sede, cinque famigliari del manovale costituitisi parte civile. A ciascuna delle parti civili il giudice ha riconosciuto una provvisionale di 40.000 euro.

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