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Gasdotto, si riaffaccia l’ipotesi di Cerano

di ELENA ARMENISE
MELENDUGNO - La Regione stralcia l’ipotesi San Foca. Si apre ora il tavolo tecnico per individuare un’alternativa all’approdo del gasdotto e rispunta l’ipotesi Brindisi. Nel corso dell’incontro tenutosi martedì scorso, con i sindaci salentini, il presidente Nichi Vendola ha annunciato la convocazione di un incontro tecnico-politico per individuare, insieme ai comuni, un sito alternativo di approdo da presentare al ministero dello Sviluppo economico. La Regione negherà “l'intesa” su San Foca e proporrà dunque un’alternativa
Gasdotto, si riaffaccia l’ipotesi di Cerano
di Elena Armenise

MELENDUGNO - La Regione stralcia l’ipotesi San Foca. Si apre ora il tavolo tecnico per individuare un’alternativa all’approdo del gasdotto e rispunta l’ipotesi Brindisi. Nel corso dell’incontro tenutosi martedì scorso, con i sindaci salentini, il presidente Nichi Vendola ha annunciato la convocazione di un incontro tecnico-politico per individuare, insieme ai comuni, un sito alternativo di approdo da presentare al ministero dello Sviluppo economico. La Regione negherà “l'intesa” su San Foca e proporrà dunque un’alternativa, condivisa con i territori. L’annunciato “no” della Regione sul sito di San Foca, che ha comunque ottenuto la pronuncia di compatibilità ambientale con decreto del ministro dell’Ambiente, riapre la discussione sulle alternative. Il consigliere regionale del Pd, Sergio Blasi, rilancia l’ipotesi Brindisi e attacca, nel contempo, i vertici della multinazionale. «Tap si è sempre detta disponibile a cambiare l’approdo a condizione che la Regione indicasse un’alternativa – dice Blasi - Ora che la Regione sta lavorando ad una proposta insieme ai sindaci, si rimangia l’impegno. Questo svela l’approccio conflittuale e pericoloso di questa azienda al rapporto con il territorio sul quale pensa di fare affari. I sindaci e il governo regionale - aggiunge - tengano presente che non si tratta solo di spostare Tap da San Foca. Con questa logica ogni comune si rifiuterebbe. Si ragioni invece in termini di opportunità e di risarcimento ambientale. L’approdo a Cerano, nei pressi della centrale a carbone, è la soluzione più utile per creare le condizioni per la decarbonizzazione della produzione di energia elettrica in Puglia. È l’unico buon motivo – conclude - per cui le comunità già colpite pesantemente potrebbero accettare il gasdotto».Sotto accusa l’atteggiamento tenuto da Vendola sulla questione del gasdotto da Claai Puglia (Confederazione libere associazioni artigiane italiane). «Che abbia fatto il cosiddetto gioco delle tre carte non c'è dubbio – dice il presidente emerito, Rocco Maurelli – lo confermano, se sono vere, le accuse che gli hanno rivolto alcuni consiglieri della sua stessa maggioranza e il suo ex vicepresidente, quelle di aver suggerito a Tap lo spostamento dell’approdo da Lendinuso in altro luogo. Lo conferma anche l’atteggiamento ambiguo che ha tenuto nei confronti del comitato No Tap. Il quale, subendo l’influenza dei cosiddetti ambientalisti più esagitati, anziché promuovere un dialogo con il governo per un nuovo sito, si è opposto frontalmente alla costruzione del gasdotto! Solo dopo l’incontro col presidente del Consiglio – dice - sia Vendola, sia la delegazione dei sindaci salentini hanno preso in considerazione l’ultimatum di Renzi. Claai Puglia, convinta della necessità della costruzione del gasdotto - conclude - è stata tra i primi ad indicare lo spostamento dell’approdo nella zona industriale di Brindisi. Scelta che consentirebbe di avviare la conversione a metano della centrale di Cerano».

Tap intanto ricorda che la società è aperta al dialogo, a condizione che la Regione indichi delle alternative fattibili dal punto di vista tecnico, comprese nel ventaglio di ipotesi già valutate. «Per attuare davvero un’alternativa ci deve essere un allineamento delle diverse istanze politiche, quindi governo, regione, territori - dice il manager Gianpaolo Russo, - Prende finalmente forma un tavolo regionale su questa materia,Tap guarderà con massimo rispetto – aggiunge Tap – consapevole però che il progetto con approdo a San Foca è oggi validato dal decreto di compatibilità ambientale. Risultano dunque pretestuose le dichiarazioni di chi accusa Tap di volersi sottrarre a un confronto sulla localizzazione dell’approdo che l’azienda ha invano chiesto, in primo luogo alla Regione, per anni».

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