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Incendia negozio della compagna e muore nel rogo Come nel 2011 a Lecce 

FRANCAVILLA FONTANA (BRINDISI) – Un boato nel cuore della notte, tanto forte da far tremare le finestre di un’intera palazzina e di quelle circostanti. Poi una enorme fiammata che ha invaso la strada: sotto le macerie un uomo di 28 anni, proprio colui il quale poco prima aveva appiccato il fuoco al negozio di scarpe e di abbigliamento della convivente. Antonio Rizzo, la vittima, è stato travolto dall’onda d’urto dello scoppio. Arrestato per concorso in incendio doloso il presunto complice della vittima
Incendia negozio della compagna e muore nel rogo   Come nel 2011 a Lecce 
FRANCAVILLA FONTANA (BRINDISI) – Un boato nel cuore della notte, tanto forte da far tremare le finestre di un’intera palazzina e di quelle circostanti. Poi una enorme fiammata che ha invaso la strada: sotto le macerie un uomo di 28 anni, proprio colui il quale poco prima aveva appiccato il fuoco al negozio di scarpe e di abbigliamento della convivente, nel cuore di Francavilla Fontana (Brindisi). Antonio Rizzo, la vittima, è stato travolto dall’onda d’urto dello scoppio. Ha fatto un volo di sei metri: è morto per un gravissimo trauma cranico.

Aveva un complice, forse due. Dopo una giornata di indagini, i carabinieri di Brindisi hanno rintracciato presso la propria abitazione un amico di Rizzo, Saverio Candita, 27 anni e lo hanno arrestato. Ha ustioni sul volto e sulle braccia. Sarebbe scappato via, dopo l’esplosione. La posizione di un terzo giovane è al momento al vaglio del pm di turno, Antonio Costantini.

La ricostruzione dei fatti accaduti la scorsa notte nel Brindisino è piuttosto chiara, manca solo di un tassello non di poco conto: il movente dell’attentato incendiario che si è tramutato in tragedia. Un sospetto c'è ed è incentrato sulle difficoltà economiche dell’attività commerciale distrutta, sull'assicurazione che copriva eventuali danni, forse anche quelli di tipo doloso e sul premio che sarebbe stato liquidato se tutto fosse andato come previsto.

Il negozio andato distrutto, 'Pinkopallino', in via San Francesco D’Assisi, avrebbe riaperto a breve per la collezione 2014-2015. Così è annunciato sulla pagina Facebook proprio dalla vittima, Antonio Rizzo, che a quanto pare ne curava in parte gli affari. Qualcuno, però, racconta che c'erano problemi. Tant'è che l’allestimento degli scaffali, negli ultimi tempi era in fase di smobilitazione. Rizzo, in tarda serata, ha lasciato la casa in cui viveva con la titolare del negozio e con due bambini. Si trovava nel garage attiguo ai locali in cui aveva appiccato il fuoco. Forse stava fuggendo via dopo aver cosparso, insieme a Candita e – pare – ad almeno un’altra persona, il pavimento di benzina e aver dato l'innesco a quello che doveva essere solo un incendio.

Di liquido infiammabile, a quanto ricostruito, ce n'era troppo. La saturazione dell’ambiente ha provocato una deflagrazione che ha buttato giù dal letto tutti i residenti, poi fatti allontanare a scopo precauzionale. I vigili del fuoco hanno spento il fuoco, i carabinieri stavano compiendo i rilievi quando da un cumulo di detriti, nel sotterraneo, è spuntato il lembo di un vestito. Nella giornata di oggi è stata a lungo ascoltata dai militari della compagnia di Francavilla Fontana anche la compagna, che risulta estranea ai fatti. Nel fascicolo del pm Costantini sono rubricati al momento solo reati di danneggiamento a seguito di incendio e di esplosione contestati all’unica persona arrestata e a quanto pare a un altro indagato in concorso.

La vicenda è identica a un’altra verificatasi a Lecce nell’agosto 2011: Michele De Matteis, di 32 anni, fu trovato privo di vita sotto le macerie del negozio di oggettistica "Sogni", in via Imbriani, nella cuore del centro commerciale della città. Le indagini appurarono che si era trattato di un attentato che la vittima voleva compiere per incassare il premio assicurativo. A quanto pare, proprio come nelle intenzioni di Rizzo, a Francavilla Fontana. Intenzioni che, secondo quanto raccontato dalla compagna ai carabinieri, l’uomo avrebbe nascosto al resto della famiglia.

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