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Sciopero della fame di un detenuto a Lecce «Non mi danno medicine»

BRINDISI – "In carcere non mi forniscono le medicine che mi servono per stare bene, soffro di patologie molto gravi e documentate, da una settimana faccio lo sciopero della fame": lo ha dichiarato nell’aula in cui si è celebrata la prima udienza di un processo a suo carico, stamattina, Giancarlo Capobianco, ex imprenditore di 50 anni, di Francavilla Fontana, che è imputato insieme ad altre tre persone per porto, trasporto, detenzione, traffico illegale di armi clandestine, comuni e da guerra nonchè di ordigni esplosivi, come bombe a mano tipo "ananas", e ricettazione
Sciopero della fame di un detenuto a Lecce «Non mi danno medicine»
BRINDISI – "In carcere non mi forniscono le medicine che mi servono per stare bene, soffro di patologie molto gravi e documentate, da una settimana faccio lo sciopero della fame": lo ha dichiarato nell’aula in cui si è celebrata la prima udienza di un processo a suo carico, stamattina, Giancarlo Capobianco, ex imprenditore di 50 anni, di Francavilla Fontana, che è imputato insieme ad altre tre persone per porto, trasporto, detenzione, traffico illegale di armi clandestine, comuni e da guerra nonchè di ordigni esplosivi, come bombe a mano tipo "ananas", e ricettazione.

Capobianco, detto 'Zio Carlonè, già condannato per associazione mafiosa, è ritenuto una delle persone di riferimento della organizzazione di tipo mafioso Sacra corona unita mesagnese per la zona di Francavilla Fontana (Brindisi). Secondo quanto gli viene contestato in questo processo, avrebbe acquistato per 20.000 euro un arsenale da mettere a disposizione del clan in cui c'erano anche kalashnikov e bombe a mano. Oltre ai quattro imputati che hanno scelto il rito ordinario, ce ne sono altri 6 che saranno processati il 3 ottobre dinanzi al gup di Lecce. Sono costituiti parte civile il Comune di Mesagne, il Comune di Francavilla Fontana e il ministero degli Interni con l'avvocatura dello Stato.

Quanto alle condizioni di salute di Capobianco, il presidente del collegio giudicante Domenico Cucchiara, ha stabilito che venisse immediatamente data comunicazione delle dichiarazioni dell’imputato al direttore della casa circondariale di Borgo San Nicola (Lecce) in cui è detenuto.

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