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Sabotato il depuratore consortile di Carovigno

BRINDISI – Nel tardo pomeriggio di ieri il nuovo depuratore consortile di Carovigno (Brindisi) ha subito "un gravissimo sabotaggio ad opera di ignoti che hanno impedito al refluo trattato dall’impianto il regolare deflusso nella condotta premente dello scarico, chiudendo due saracinesche a monte e valle di un attraversamento ferroviario e tagliando la parte superiore della campana". Lo rende noto con un comunicato l'Acquedotto pugliese
Sabotato il depuratore consortile di Carovigno
BRINDISI – Nel tardo pomeriggio di ieri il nuovo depuratore consortile di Carovigno (Brindisi) ha subito "un gravissimo sabotaggio ad opera di ignoti che hanno impedito al refluo trattato dall’impianto il regolare deflusso nella condotta premente dello scarico, chiudendo due saracinesche a monte e valle di un attraversamento ferroviario e tagliando la parte superiore della campana". Lo rende noto con un comunicato l'Acquedotto pugliese specificando che "il tempestivo intervento dei tecnici di Aqp, che hanno operato ininterrottamente per tutta la notte, ha consentito il ripristino della funzionalità della condotta e scongiurato ben più gravi danni".

Si tratta dell’impianto sulla cui attivazione, con lo scarico provvisorio dei reflui nel Canale Reale, all’interno dell’oasi marina protetta di Torre Guaceto, è stato presentato un esposto in procura dal Consorzio di gestione dell’area marina protetta di Torre Guaceto e controlli sono stati fatti dal Corpo forestale dello Stato.

"Il nuovo depuratore consortile di Carovigno – prosegue Aqp -  che attualmente tratta i liquami provenienti da San Michele Salentino e San Vito dei Normanni, ma che servirà anche l'abitato di Carovigno al termine dei lavori al collettore ad opera del Comune è un presidio sanitario a tutela del territorio e della qualità di vita complessiva dell’area servita, con l'esclusivo compito di restituire al loro ciclo naturale e con modalità compatibili e rispettose dell’ambiente, le acque provenienti dalle abitazioni dei cittadini allacciate regolarmente alla pubblica fogna".

"Questo impianto, peraltro appena entrato in funzione e che garantisce ottimi standard qualitativi di funzionalità, ha permesso – conclude la nota Aqp – il superamento di criticità sotto il profilo ambientale atteso che l’area precedentemente era servita da due depuratori non conformi alla normativa vigente nazionale ed europea".

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