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Brindisi: «Opere abusive da demolire alla villa della Milani»

di PIERO ARGENTIERO
BRINDISI - Devono essere demolite le opere realizzate in difformità dalla giornalista Mariella Milani alla sua villa sulla scogliera di Monticelli. Lo ha confermato il giudice Stefania De Angelis che ha rigettato l’incidente di esecuzione proposto dalla giornalista televisiva per evitare in extremis la demolizione di quanto realizzato al fine di aumentare la superficie della sua villa (anche un piano interrato) (Nella foto la giornalista nella sua casa a Monticelli di Ostuni)

Brindisi: «Opere abusive da demolire alla villa della Milani»
di Piero Argentiero

Devono essere demolite le opere realizzate in difformità dalla giornalista Mariella Milani alla sua villa sulla scogliera di Monticelli. Lo ha confermato il giudice Stefania De Angelis che ha rigettato l’incidente di esecuzione proposto dalla giornalista Mariella Milani per evitare in extremis la demolizione di quanto realizzato al fine di aumentare la superficie della sua villa (anche un piano interrato). L’udienza si era tenuta il 7 luglio. Ieri è stata notificata alle parti la decisione della Sezione penale del Tribunale di Brindisi.

Il ricorso era stato presentato dalla Milani e dall’architetto Raffaella Bianco, direttore dei lavori. Entrambe condannate con sentenza definitiva assieme a Domenico Masi, titolare dell’impresa edile che effettuò i lavori anni fa. Il giudice esordisce nel provvedimento, prima di spiegarne i motivi: «l’stanza di revoca e/o sospensione dell’ingiunzione alla demolizione non appare meritevole di accoglimento».

Una costruzione molto bella, sulla scogliera, a pochi metri dal mare acquistata anni fa. Entrata in possesso della villa, la giornalista decise di ristrutturarla. Ma la rivisitazione piuttosto «decisa» del fabbricato, affidata alla ditta Masi, scatena le ire dei suoi vicini. In particolare degli imprenditori Leonardo Marseglia e Giuseppe Sasso, che presentano esposti.

La Milani reagisce con determinazione manifestando l’intenzione di vendere la casa e di lasciare Ostuni. I suoi vicini replicano: «Gli imprenditori Giuseppe Sasso e Leonardo Marseglia, anche facendosi carico di un onere economico e processuale che incombeva all’amministrazione del Villaggio Monticelli, a fronte degli evidenti allargamenti perseguiti dalla Milani sia con riferimento alla propria villa sia al terreno circostante, hanno iniziato una battaglia che, pur svolgendosi nelle aule di un Tribunale, è pur sempre una battaglia di civiltà, contro ogni abuso del diritto e contro ogni prepotenza».

Il 14 giugno del 2006 i Vigili urbani di Ostuni accertarono che l’immobile della giornalista televisiva Mariella Milani era stato ampliato abusivamente. Il 18 luglio successivo il dirigente dell’Ufficio tecnico di Ostuni emise ordinanza di demolizione cui la Milani non diede seguito. Il successivo processo penale si concluse con la condanna dei tre (era il 10 luglio del 2009) e l’ordine di demolizione. Sentenza confermata in Appello e dalla Cassazione che il 29 marzo 2012 dichiarò inammissibili i ricorsi. Infine il 15 aprile scorso il pm emette l’ordinanza di demolizione delle opere abusive. Contro tale ordinanza la Milani e la Bianco hanno sollevato incidente di esecuzione.

Il giudice De Angelis evidenzia: «Sono decorsi otto anni dal primo provvedimento con cui si ordinava la demolizione delle opere abusivamente realizzate (emesso dall’Utc), cinque dall’ordine di demolizione del giudice e altri due dalla data di irrevocabilità della sentenza di condanna che accertava la realizzazione di opere in difformità dal permesso a costruire in zona sottoposta a vincolo paesaggistico».

E ancora: «Ciò che, ad ogni modo, non consente di revocare o sospendere l’ingiunzione a demolire discende dal fatto che, a fronte di una richiesta di sanatoria, la Soprintendenza ha espresso parere contrario, trattandosi di opere non compatibili con quelle di cui all’art. 167 del decreto legislativo 42/2004. E non si può ritenere che l’ulteriore richiesta, presentata il 10 febbraio 2013, possa avere un esito diverso (risulta unicamente dagli atti che la Soprintendenza abbia chiesto all’Utc di Ostuni l’istruttoria tecnico-paesaggistica, sospendendo la pratica). Dunque non esiste nessun atto amministrativo di sanatoria di revocare l’ordine di demolizione delle opere abusive»

 

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