Cerca

Porti, Corte Ue: Haralambidis può essere capo «Autorità» Porto, Fusco scrive al sindaco

BRINDISI - Nel 2011 Haralambidis era stato nominato presidente dell’Authority di Brindisi, e Casilli, concorrente escluso, si era rivolto al Tar ottenendo l’annullamento della nomina. Dopo l'appello, il Consiglio di Stato ricorso al Consiglio di Stato si è rivolto alla Corte di Lussemburgo che ha deciso: «Il Trattato sul funzionamento dell’Ue non consente a uno Stato membro di riservare ai propri cittadini l’esercizio delle funzioni di presidente di un’autorità portuale»
Porti, Corte Ue: Haralambidis può essere capo «Autorità» Porto, Fusco scrive al sindaco
BRINDISI – "Il Trattato sul funzionamento dell’Ue non consente a uno Stato membro di riservare ai propri cittadini l’esercizio delle funzioni di presidente di un’autorità portuale". Così la Corte di giustizia dell’Unione  col suo pronunciamento capovolge la sentenza del Tar di Lecce del 2012, con cui i giudici avevano annullato la nomina del greco Iraklis Haralambidis a presidente dell’Autorità portuale di Brindisi, su ricorso dell’imprenditore Calogero Casilli.

Nel 2011 Haralambidis era stato nominato presidente dell’Authority, e Casilli, concorrente escluso, si era rivolto al Tar ottenendo l’annullamento della nomina, perchè secondo i giudici pugliesi "la cittadinanza italiana è un requisito indispensabile per accedere" all’incarico. Haralambidis, per parte sua, ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, che si è rivolto alla Corte di Lussemburgo per l’interpretazione del diritto dell’Unione.

Nella sua sentenza, la Corte evidenzia "come il presidente di un’autorità portuale dev'essere considerato un 'lavoratore" e come "il diritto dell’Unione sancisce il principio della libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione europea e l'abolizione di qualsiasi discriminazione".

E’ vero che tale principio prevede delle eccezioni per gli impieghi nella pubblica amministrazione, ma "la deroga non trova applicazione a impieghi che, pur dipendendo dallo Stato o da altri enti pubblici, non implicano tuttavia alcuna partecipazione a compiti spettanti alla pubblica amministrazione propriamente detta", tra questi, l’incarico di presidente di un’autorità portuale.

La Corte tuttavia non risolve la controversia nazionale. Spetta infatti al Consiglio di Stato chiudere la causa, in conformità con la decisione della Corte Ue. La sentenza di oggi vincola inoltre anche gli altri giudici nazionali ai quali venga sottoposto un problema simile. In questa causa hanno presentato osservazioni il governo italiano, spagnolo e olandese.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400