Cerca

Sono due fasanesi le «menti» di Instature

Enrico Scianaro e Vito Arconzo finalisti al «Luiss Enlabs». L’App creata dai due brindisini rappresenta la nuova frontiera delle applicazioni informatiche. È un sistema che consente di ottenere una foto di un luogo o un evento specifico, anche a grandi distanze
Sono due fasanesi le «menti» di Instature
E’ la nuova frontiera delle applicazioni informatiche. Si chiama “Instature” ed è stata creata da due giovani “menti” brindisine: Enrico Scianaro e Vito Arconzi, entrambi di Fasano. “Instature” è una delle sei “start-up” selezionate per il quinto programma di accelerazione di Luiss Enlabs e proposte per l’investimento a “LVenture Group” per un importo pari a 60mila euro. La mission è quella di supportare le startup nel processo di crescita e sviluppo, per consentire loro di operare con successo nel settore di riferimento; le risorse finanziarie del programma di accelerazione sono fornite, come detto, da LVenture Group, una delle poche società al mondo quotate in Borsa nel settore del Venture Capital.

L’idea è venuta in mente a Scianaro che, da commercialista, si è “trasformato” in “star tupper”, venendo poi affiancato dal concittadino Arconzi. Ma in cosa consiste? Si tratta di una “App” con la quale è possibile inviare una richiesta per ottenere una foto in tempo reale di un luogo specifico del mondo. Una sorta di photo-reporter da portare sempre con sé. Basta, infatti, inviare una richiesta ed Instature invia immediatamente una notifica a tutti gli utenti che vengono geo-localizzati nel luogo di cui si desidera avere un’imma gine. A questo punto, chiunque riceve la notifica o visualizza la richiesta all’interno dell’ap p, può rispondere postando la foto richiesta, ricevendo in cambio una “ricompensa”. E magari apparire sulla prima pagina di un giornale. Come spesso accade, l’idea è arrivata in modo del tutto casuale.

«Ero a casa – racconta Enrico Scianaro - e necessitavo di una foto di un evento che si stava svolgendo a Roma, ma cercando tra i vari social e i diversi motori di ricerca non sono riuscito a trovarla. A quel punto mi sono domandato: perché non creare un sistema che permetta a chiunque di richiedere una foto di un luogo o di un evento specifico anche a centinaia di chilometri di distanza pur non conoscendo nessuno dei presenti?».
La App è nata pensando ai media e alla difficoltà che a volte incontrano nel trovare immagini in tempi rapidi. Con l’applicazione le testate potrebbero disporre di foto-reporter disponibili a qualsiasi ora e in qualsiasi luogo, a un costo molto contenuto. Un giornalismo sempre più partecipato che potrebbe però andare a scapito della professionalità.

«Quando parlo di fotoreporter – afferma Scianaro - intendo chiunque abbia uno smart-phone o un tablet. Per quanto riguarda i professionisti, anche loro potrebbero usare la nostra applicazione per farsi pubblicità». Il processo di acquisizione di materiale mediatico dai social verrebbe ribaltato: non più il giornalista che cerca nella rete, ma la community che si muove in base alle sue richieste. «Noi ce la stiamo mettendo tutta – dicono le due “eccellenze” originarie di Fasano –; in Italia è più difficile, perché ancora in pochi credono in questo tipo di progetti. Noi abbiamo avuto fortuna, adesso ci prepariamo al lancio dell’App previsto a fine settembre, e invitiamo tutti a catturare istanti per far vedere il mondo al mondo».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400