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Ministro dell'Ambiente «Lo Zoosafari riprenda le otarie date a Rimini»

La società che possiede e gestisce anche lo Zoosafari Fasano è stata formalmente diffidata a recuperare le otarie date in prestito al delfinario di Rimini e che la struttura romagnola sta impiegando nella sua attività dopo che, lo scorso anno, quattro delfini ospitati sono stati trasferiti a Genova in seguito a decreto di sequestro degli esemplari. Una questione decisamente complessa che adesso spingerà la proprietà del parco dei divertimenti fasanese ad intervenire
Ministro dell'Ambiente «Lo Zoosafari riprenda le otarie date a Rimini»
ROMA - U n’interpellanza alla Camera sul delfinario riminese, presentata dal deputato del gruppo Misto Alessio Tacconi, ha spinto il ministro all’Ambiente Gianluca Galletti a diffidare la società Leo 3000 a recuperare le otarie presenti nella struttura emiliana. La società che possiede e gestisce anche lo Zoosafari Fasano è stata formalmente diffidata a recuperare le otarie date in prestito al delfinario di Rimini e che la struttura romagnola sta impiegando nella sua attività dopo che, lo scorso anno, quattro delfini ospitati sono stati trasferiti a Genova in seguito a decreto di sequestro degli esemplari. Una questione decisamente complessa che adesso spingerà la proprietà del parco dei divertimenti fasanese ad intervenire per far valere le proprie ragioni, avendo rispettato ogni norma in materia.

Del resto lo stesso ministro nel suo intervento ha dato i contorni di una vicenda piuttosto articolata. “Va premesso che il delfinario – ha dichiarato il ministro – aveva presentato istanza al Ministero per acquisire l’auto - rizzazione all’esercizio di attività di giardino zoologico ai sensi del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 73. A seguito di un’ispezione condotta nell’estate 2013 dal servizio Cites del Corpo forestale dello Stato, su segnalazione della Commissione ispettrice interministeriale, è emerso che la struttura non rispettava le disposizioni di legge circa i requisiti minimi concernenti il benessere, la salute e l’igiene degli animali”.
In particolare, ha detto il ministro rispondendo a Tacconi “le condizioni nelle quali venivano mantenuti i delfini (gli esemplari di Tursiops truncatus) violando le disposizioni in materia di mantenimento in cattività disposte dal Decreto ministeriale 6 dicembre 2001, n. 469/2001. È così stato effettuato il sequestro di quattro esemplari, con trasferimento all’Acquario di Genova. Tale provvedimento è stato convalidato dalla Procura della Repubblica di Rimini e confermato dal Tribunale del Riesame di Bologna nonché dalla Corte di Cassazione in data 27 marzo 2014 a seguito di impugnativa”.

Il Comune di Rimini, ha fatto presente il ministro nella sua risposta in aula, ha rilasciato in data 30 giugno 2014, l’autorizzazione per l’esercizio di spettacolo viaggiante, con l’attrazione denominata “Acquario” contenente tre esemplari di “Otaria flavescens”. Le otarie da fare esibire negli spettacoli sono giunti a Rimini il 4 luglio. In seguito a tali accertamenti e verifiche, il ministero ha messo in mora lo Zoosafari, diffidando la società proprietaria Leo 3000 Spa, con nota del 16 luglio, “affinché venga disposto l’immediato rientro degli esemplari di proprietà presso la struttura “Zoosafari” di Fasano, pena il mancato rilascio della licenza di giardino zoolo gico”.

Il ministero infatti ritiene “che l’impiego di animali di proprietà, a seguito di cessione temporanea in attività spettacolari autorizzate ai sensi della L. 337/1968, non sia compatibile con le finalità di un giardino zoologico che sono unicamente quelle di garantire la conservazione ex situ delle specie e la tutela della biodiversità”. Il ministro Galletti ha concluso il proprio intervento in aula in merito all’inter pellanza di Tacconi garantendo che “si sta seguendo l’intera vicenda con la massima attenzione, in stretta collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato”.

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