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Cellino sciolto per mafia Tar Lazio chiede le carte

ROMA - Il caso del comune brindisino. Il Tar ha ritenuto necessario "ai fini di una puntuale valutazione dei fatti di causa acquisire dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri una documentata e dettagliata relazione sui fatti per cui è causa, anche in relazione alle censure formulate dalla parte ricorrente"
Cellino sciolto per mafia Tar Lazio chiede le carte
ROMA - Per decidere il ricorso con il quale l'ex sindaco di Cellino San Marco (Brindisi) contesta lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, occorre il deposito agli atti di una documentata relazione sui fatti contestati. Lo ha deciso la prima sezione del Tar del Lazio.
In contestazione ci sono gli atti e le motivazioni che hanno portato allo scioglimento del Comune disposto lo scorso aprile con decreto del Presidente della Repubblica.
Il Tar ha ritenuto necessario "ai fini di una puntuale valutazione dei fatti di causa – si legge nell’ordinanza - acquisire dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri una documentata e dettagliata relazione sui fatti per cui è causa, anche in relazione alle censure formulate dalla parte ricorrente". Trenta giorni di tempo sono stati concessi per ottemperare all’ordine; prossima udienza fissata il 22 ottobre.

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