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E a Brindisi attracca la nuova nave Greenpeace

BRINDISI - In porto la nuova Rainbow warrior,"amarezza" per l'assenza del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e del sindaco di Brindisi, Mimmo Consales (Pd), entrambi invitati a partecipare all’incontro con i giornalisti che apre un weekend in cui la nave rimarrà attraccata alla banchina Dogana, aperta al pubblico
E a Brindisi attracca la nuova nave Greenpeace
BRINDISI - Ha attraccato oggi nel porto di Brindisi la nuova Rainbow warrior, imbarcazione simbolo di Greenpeace che conclude in Puglia il tour italiano 'Non è un Paese per fossilì. Nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte anche rappresentanti di associazioni ambientaliste tanto il direttore esecutivo dell’associazione, Giuseppe Onufrio, quanto Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e clima, hanno espresso "amarezza" per l'assenza del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e del sindaco di Brindisi, Mimmo Consales (Pd), entrambi invitati a partecipare all’incontro con i giornalisti che apre un weekend in cui la nave rimarrà attraccata alla banchina Dogana, aperta al pubblico.

"Vogliamo una data" ha detto Boraschi, auspicando l’impegno delle istituzioni per cessare la produzione di energia attraverso l’impiego carbone. Tra gli interventi anche quello di Maurizio Portaluri, primario di Radioterapia all’ospedale 'Perrinò di Brindisi, da tempo impegnato in studi sulle conseguenze in termini di salute dell’impatto industriale in loco. Portaluri ha ricordato le evidenze di alcuni studi sull'incremento di casi di malformazione neonatale a Brindisi, oltre che di patologie cardiovascolari, e ha anche spiegato che è in fase di studio il caso di un bambino cui è stata diagnosticata la leucemia alla nascita, malattia contratta probabilmente in gravidanza.

Nel corso dell’incontro è stato puntato il dito in particolare contro la centrale Federico II dell’Enel, che si trova a Cerano, oltre che contro il progetto di Edipower di riconvertire un’altra centrale che al momento è ferma dallo scorso dicembre in attesa che giunga a compimento il relativo iter autorizzativo. "Enel – ha spiegato Boraschi – provoca dai 550 ai 700 milioni di euro danno all’anno come impatto esterno. E' stata classificata da uno studio dell’Agenzia europea per l'ambiente come l’impianto più inquinante in Italia, nel 2013 il nono in Europa per emissioni di Co2". "Ci chiediamo – ha proseguito – quanti posti di lavoro Enel ha sottratto a questo territorio".

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