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Scioglimento per mafia del Comune di Cellino l'ex sindaco ricorre al Tar

CELLINO SAN MARCO – L'ex sindaco di Cellino San Marco, Francesco Cascione (foto), ha depositato al Tar del Lazio un ricorso contro lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose disposto lo scorso aprile con decreto del presidente della Repubblica. I legali del sindaco hanno provveduto anche ad impugnare la deliberazione del consiglio dei ministri, le relazioni del ministero dell’ Interno, del prefetto di Brindisi e della commissione di indagine del ministero dell’Interno incaricata con provvedimento prefettizio
Scioglimento per mafia del Comune di Cellino l'ex sindaco ricorre al Tar
CELLINO SAN MARCO (BRINDISI) – L'ex sindaco di Cellino San Marco, Francesco Cascione, ha depositato al Tar del Lazio un ricorso contro lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose disposto lo scorso aprile con decreto del presidente della Repubblica.
I legali del sindaco, Alessandra Cursi e Giovanni Carlo Pellegrino, hanno provveduto anche ad impugnare la deliberazione del consiglio dei ministri, le relazioni del ministero dell’ Interno, del prefetto di Brindisi e della commissione di indagine del ministero dell’Interno incaricata con provvedimento prefettizio.

Secondo i legali di Cascione "emerge come l’attività di indagine eseguita dai funzionari prefettizi e ministeriali, sul piano sostanziale, sia fondata su un evidente ed ingiustificato credito tributato a malevole fonti anonime per giungere ad una descrizione delle azioni, dei comportamenti e finanche della personalità dei protagonisti della vita politica cittadina, del tutto indimostrata, preconcetta ed irreale, fino ad ipotizzare una gestione della cosa pubblica collusa con la criminalità organizzata". L’istruttoria secondo i legali "si è rivelata carente sotto più profili e le deduzioni tratte dagli elementi esposti nelle relazioni ministeriali e prefettizie costituiscono frettolose supposizioni non idonee a fondare il provvedimento in danno del consiglio comunale di Cellino San Marco, e soprattutto del sindaco ricorrente il quale appare non di rado inopinatamente irriso dalle considerazioni riprovevoli espresse sul suo conto".

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