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Il giudice Fracassi eletto nel «Csm»

BRINDISI - Valerio Fracassi, componente di Area, è stato eletto tra i togati nel Consiglio superiore della magistratura. È arrivato ottavo su dieci. Fracassi è capo dei gip del tribunale di Brindisi. Entrato in magistratura nel 1981 è stato pretore a Camposampiero e ad Ostuni. E poi giudice penale presso il Tribunale e la Corte di Assise a Brindisi, consigliere della Corte di Appello e della Corte di Assise di Appello a Lecce. È stato per quattro anni referente informatico distrettuale e, negli anni 1999-2000, componente del Consiglio giudiziario. Dal 2009 è presidente di sezione presso il Tribunale di Brindisi
Il giudice Fracassi eletto nel «Csm»

BRINDISI - Valerio Fracassi, componente di Area, è stato eletto tra i togati nel Consiglio superiore della magistratura. È arrivato ottavo su dieci. Fracassi è capo dei gip del tribunale di Brindisi. Entrato in magistratura nel 1981 è stato pretore a Camposampiero e ad Ostuni. E poi giudice penale presso il Tribunale e la Corte di Assise a Brindisi, consigliere della Corte di Appello e della Corte di Assise di Appello a Lecce. È stato per quattro anni referente informatico distrettuale e, negli anni 1999-2000, componente del Consiglio giudiziario. Dal 2009 è presidente di sezione presso il Tribunale di Brindisi.

Fracassi, come detto, è stato candidato per «Area», che raggruppa le correnti di sinistra della magistratura, «Movimento per la giustizia» e «Magistratura democratica», che è la componente di appartenenza del giudice brindisino. «Ho pensato di mettere la mia esperienza professionale e associativa al servizio dell'autogoverno candidandomi alle primarie nella lista Area. Sono convinto che un Consiglio Superiore vicino ai colleghi che si impegnano, capace, quindi, di ascoltare, dialogare, comprendere le realtà dei vari territori, possa garantirne il ruolo assegnato dalla Costituzione nella società che cambia». «A Lecce ho partecipato al primo, ben riuscito, progetto locale di Area, che ha inteso valorizzare le diverse identità culturali coinvolgendo anche colleghi non iscritti ad alcun gruppo associativo. Come segretario del Movimento per la Giustizia-art. 3 ho poi creduto fortemente in Area, contribuendo alla sua partenza come progetto nazionale». Queste le sue dichiarazioni. 

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