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«Zio Gaetano è morto» commedia iperreale girata nel Brindisino

BARI – "Una commedia iperreale in un mondo surreale", che non ha niente a che vedere "col sociale". Sembra un gioco di parole quello con cui Antonio Manzini (nella foto) descrive il suo primo lungometraggio, 'Zio Gaetano è morto'. Le riprese del film sono in corso in una masseria di Ostuni (Brindisi). Manzini ha raccontato che "in Puglia diamo vita al viaggio lisergico vissuto in un contesto horror"
«Zio Gaetano è morto» commedia iperreale girata nel Brindisino
BARI – "Una commedia iperreale in un mondo surreale", che non ha niente a che vedere "col sociale". Sembra un gioco di parole quello con cui Antonio Manzini descrive il suo primo lungometraggio, 'Zio Gaetano è morto'. Sul set del film, le cui riprese sono in corso in una masseria di Ostuni (Brindisi), sono stati invitati i giornalisti ai quali oggi Manzini ha raccontato che "in Puglia diamo vita al viaggio lisergico vissuto in un contesto horror" dai due protagonisti, i "balordi Cristian e Palletta" interpretati da Libero De Rienzo e Pietro Sermonti. Entrambi partono da una "Roma degradata e squallida" per approdare nella "assolata" Fasano. E’ qui che sperano di trovare finalmente, allo Zoo Safari, un giaguaro la cui "urina serve a nascondere l’odore di cocaina che intendono esportare all’estero".

E’ questa l’ultima speranza che "resta a chi vive sempre di scorciatoie che si trasformano poi nel loro incubo". Del resto, 'Zio Gaetano è morto' racconta "la storia di un uomo che non ha mai costruito nulla nella sua vita", proprio come i personaggi dei libri di Manzini, "sempre schiaffeggiati dalla vita". Ma immersi anche in atmosfere alla "Beckett" e scenari che "ricordano Fellini", sostiene Sermonti ammettendo che "il film non l’ho capito per le prime due settimane, ma da quando giriamo in Puglia è come se fosse esploso prendendo luce da questi spazi così ampi: non godevo così tanto a girare un film - dice – dai tempi di Boris".

Eppure, scherza De Rienzo, "se avessi letto prima la sceneggiatura non avrei mai accettato la parte", salvo poi confessare che "è come se l’avessi scritto io il film di cui sapevo tutto da sei anni". E per far comprendere meglio, senza mai entrare nei dettagli, l’impostazione del suo lavoro, Manzini spiega: "Avete presente quando succede una cosa assurda e voi esclamate che 'non è possibile'! Ecco, quello è il mio film'.

Un soggetto che ha convinto subito Flavia Parnasi della Combo Produzioni, che "non conosceva affatto Manzini" ma dopo aver dato "un’occhiata alla sceneggiatura", l’ha trovata "subito brillante e intelligente: di questo film – sottolinea – mi hanno colpita molto la comicità e la scelta degli attori che calzano perfettamente ai personaggi".
Prodotto con il sostegno del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, 'Zio Gaetano è morto' è sostenuto da Apulia film commission con un finanziamento di 130mila euro.

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