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Cacciata di casa dal marito scoperto a letto con un’altra

di MIMMO MONGELLI
CAROVIGNO - La moglie lo coglie in fragranza di tradimento e lui in tutta risposta la caccia in malo modo fuori di casa. Quest’episodio, che risale a circa un mese fa, è solo uno dei tanti contenuti nelle denunce che la moglie di L.G., 43 anni, imprenditore di Carovigno, ha sporto contro il marito. Denunce a cui sono seguiti una serie di accertamenti
Cacciata di casa dal marito scoperto a letto con un’altra
CAROVIGNO - La moglie lo coglie in flagranza di tradimento e lui in tutta risposta la caccia in malo modo fuori di casa.Quest’episodio, che risale a circa un mese fa, è solo uno dei tanti contenuti nelle denunce che la moglie di L.G., 43 anni, imprenditore di Carovigno, ha sporto contro il marito. Denunce a cui sono seguiti una serie di accertamenti condotti dai poliziotti del commissariato di pubblica sicurezza di Ostuni in collaborazione con i carabinieri della stazione di Carovigno e che hanno portato all’emissione da parte del gip Maurizio Saso di un’ordinanza applicativa della misura coercitiva personale dell’allontanamento dalla casa familiare a carico dell’imprenditore carovignese.

A dare esecuzione al provvedimento del giudice delle indagini preliminari, chiesto e ottenuto dal pm Pierpaolo Montinaro, sono stati i detective del vice questore aggiunto Francesco Angiuli. Il gip ha intimato all’imprenditore di lasciare immediatamente la casa coniugale, di non accedervi neppure temporaneamente se non avendo prima chiesto e ottenuto l’autorizzazione del giudice, nonché di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla moglie. Non finisce qui: l’imprenditore, che è accusato di aver reso la vita della moglie un inferno sulla terra, d’ora in avanti dovrà tenersi ad almeno 300 metri di distanza dalla coniuge e non dovrà comunicare in alcun modo con la donna.

Un’indagine durata tre mesi. A mettere in moto la macchina investigativa è stata la denuncia della moglie dell’imprenditore, una 37enne di Carovigno. Dopo aver a lungo sopportato le angherie del marito la donna, incoraggiata anche dagli operatori del Centro antiviolenza di Brindisi, a cui nel frattempo si era rivolta, ha trovato il coraggio di fare la prima denuncia. A quell’atto sono seguite ben dieci integrazioni con le quali la 37enne ha raccontato venticinque episodi “caratterizzati da inaudite violenze, spesso subite nelle mura della casa familiare, in presenza di estranei e, purtroppo, anche dei due figli minori”.

“A fini di tutela –hanno sottolineato gli investigatori in una nota stampa diffusa per illustrare i dettagli dell’operazione – la vittima è stata ascoltata dai poliziotti nella massima riservatezza, curando di raccogliere le dichiarazioni facendo in modo che nessuno sapesse della sua presenza in Commissariato (la sua vettura, veniva parcheggiata all’interno del Commissariato di Ostuni)”.

Una precauzione, quella adottata dagli agenti per garantire la sicurezza della 37enne, che in più di un frangente non è servita: il marito della donna è venuto in ogni caso a sapere delle sue denunce.

“Tali denunce – rendono noto gli investigatori – hanno consentito di far emergere innumerevoli episodi caratterizzati da inaudita violenza, fisica e verbale, minacce gravi, anche telefoniche (attraverso una sequela impressionante di telefonate, sms e messaggi WhatApp), sfociati in lesioni medicate in pronto soccorso”.

Un mese fa la malcapitata, dopo che era riuscita ad entrare nella “sua” casa –abitazione a cui nel frattempo il marito aveva fatto sostituire la serratura della porta di ingresso e si era liberato degli effetti personali della moglie scaraventandoli per strada – e aveva trovato nel letto coniugale un’altra donna era stata buttata fuori dal marito in malo modo. In quel frangente il marito, afferrandola per il collo e mettendola alla porta, le aveva detto: “Come ti sei permessa di entrare in casa brutta stronza. Non ti permettere più”.

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