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Attentato a Brindisi «Confermate ergastolo» In arrivo la sentenza

LECCE - Nel carcere di Lecce terza e probabilmente ultima udienza del processo dinanzi alla Corte d’assise d’appello. Vantaggiato è assente. Ci sono invece Massimo e Rita Bassi, i genitori di Melissa. Nella scorsa udienza era stato affrontato il nodo della perizia psichiatrica, negata dalla Corte con un’ordinanza che stabiliva che l’imprenditore di Copertino era "lucido" al momento del fatto ed è capace quindi di stare a processo. Dopo le arringhe del difensore e la discussione delle parti civili, potrebbe essere pronunciata la sentenza. Il pg chiede la conferma dell'ergastolo
Attentato a Brindisi «Confermate ergastolo» In arrivo la sentenza
LECCE – Un tatuaggio con il nome "Melissa" e la data di nascita della sedicenne morta nell’attentato di Brindisi il 19 maggio 2012: lo ha impresso sul braccio sinistro, Selena Greco, una delle studentesse rimaste gravemente ferite nell’esplosione di tre bombole riempite con polvere pirica che furono posizionate e fatte esplodere da Giovanni Vantaggiato, reo confesso e condannato all’ergastolo in primo grado, davanti alla scuola Morvillo Falcone.

Selena stamattina è nell’aula bunker del carcere di Borgo San Nicola, a Lecce, dove sta per iniziare la terza e probabilmente ultima udienza del processo dinanzi alla Corte d’assise d’appello. Vantaggiato è assente. Ci sono invece Massimo e Rita Bassi, i genitori di Melissa. Non c'è Azzurra Camarda, un’altra delle ragazze ferite, perchè sta sostenendo la terza prova scritta dell’esame di maturità alla Morvillo Falcone. Oggi è prevista la requisitoria del pg Antonio Maruccia, incentrata su uno dei due motivi d’appello del difensore di Vantaggiato, Franco Orlando, e cioè la sussistenza dell’aggravante della finalità terroristica al reato di strage riconosciuta in primo grado.

Nella scorsa udienza era stato affrontato il nodo della perizia psichiatrica, negata dalla Corte con un’ordinanza che stabiliva che l’imprenditore di Copertino era "lucido" al momento del fatto ed è capace quindi di stare a processo. Dopo le arringhe del difensore e la discussione delle parti civili, potrebbe essere pronunciata la sentenza.

Il chiede la conferma dell'ergastolo - "Tutti noi abbiamo subito quell' atto", "il terrorismo è un metodo, non un fine". Lo ha detto il pg della Corte d’appello di Lecce, Antonio Maruccia, nel corso della requisitoria incentrata esclusivamente sulla sussistenza dell’aggravante della finalità terroristica al reato di strage, al termine della quale ha chiesto la conferma dell’ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi per Giovanni Vantaggiato, imprenditore di Copertino reo confesso dell’attentato di Brindisi del 19 maggio 2012 in cui perse la vita la studentessa Melissa Bassi e rimasero ferite altre nove persone tra studenti e passanti.

"Ci può essere un’azione più naturalmente terroristica, eccessiva, gratuita, spietata della collocazione di 45 chili di esplosivo alle 8 meno un quarto davanti ad una scuola quando c'è quel via vai di persone?" ha chiesto Maruccia, approfondendo la definizione di atto terroristico come atto "idoneo potenzialmente ad arrecare grave danno al Paese", inteso come comunità e istituzioni insieme. "Un conto è farle esplodere in campagna a Copertino – ha aggiunto – di notte quando non c'è nessuno. Ma qui il contesto ci impone di considerare tutto quell'esplosivo in quel luogo, a scuola e a quell'ora. Questi sono i dati obiettivi che la norma ci impone di vagliare".  "Tutti i genitori di Brindisi – ha proseguito ancora – sono andati quel giorno a ritirare i bambini dalle scuole".

Legale della famiglia Bassi: nessun perdono - "Io ritengo che un autentico sentimento di perdono è palesemente incompatibile con la volontà di proporre appello a una sentenza giudiziaria. Melissa aveva quindici anni e mezzo, aveva visto ancora poco della vita, aveva solo sogni, speranze". Lo ha detto l’avv.Fernando Orsini, legale dei genitori di Melissa Bassi, nella sua arringa al termine della quale si è associato alla richiesta della pubblica accusa che ha chiesto ai giudici di appello di confermare l’ergastolo per Giovanni Vantaggiato, reo confesso dell’attentato di Brindisi in cui morì la studentessa sedicenne.

"I genitori di Melissa – ha aggiunto il legale – non hanno mai avuto sentimenti di vendetta. L’uomo che ha ucciso Melissa non ha mai mostrato segni di pentimento". "Ancora oggi i genitori – ha rilevato Orsini – non si domandano dove ha trovato il coraggio di compiere quell'atto ma come la sua mente, il suo cuore, i suoi occhi abbiano potuto rimanere impassibili nei diciotto giorni successivi di fronte al dolore di una famiglia cui era stata strappata una figlia". "Per diciotto giorni – ha concluso – si è alzato, si è fatto la barba, ha mangiato le 'pastè con il caffellatte e poi è andato a pulire la barca. Giovanni Vantaggiato ha scritto una lettera, che i genitori non hanno mai voluto leggere".

Ore 13: Corte d'appello si ritira per sentenza - La Corte d’assise d’appello di Lecce (presidente Rodolfo Boselli, a latere Antonio Del Coco) si è ritirata in camera di consiglio per emettere la sentenza d’appello nei confronti di Giovanni Vantaggiato, condannato in primo grado per la strage con finalità terroristiche compiuta contro la scuola Morvillo Falcone di Brindisi il 19 maggio 2012. La sentenza sarà emessa oggi.

Nella sua arringa il legale di legale di Vantaggiato, Franco Orlando, ha chiesto ai giudici di riconoscere l’insussistenza dell’aggravante della finalità terroristica dell’attentato:

“l'aggravante della finalità terroristica non può essere utilizzata strumentalmente per dipingere Vantaggiato come un terrorista", ha rilevato. "Che l’azione di Vantaggiato abbia quelle connotazioni tali da imprimerle quella gravità intrinseca, è una circostanza che questa difesa non discute. Ma l'aggravante – ha concluso il difensore – è stata contestata dalla Dda di Lecce per "avocare a sè indagini distogliendo il giudice naturale (il tribunale di Brindisi, ndr). E’ stata una carenza di equità sostanziale nella gestione del processo".

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