Cerca

Martedì 17 Ottobre 2017 | 02:15

Il presidente Di Laura Frattura

Treni veloci e il no del Molise
«Il futuro non dipende dal sì»

Lo spostamento del tracciato riguarda il traffico ferroviario in Puglia: ma il chiede una «variante» da 500 milioni di euro

Treni veloci e il no del Molise«Il futuro non dipende dal sì»

FRANCO GIULIANO
BARI - Presidente Paolo di Laura Frattura, il veto della sua Regione Molise alla realizzazione dell’Alta velocità/capacità ferroviaria sulla dorsale Adriatica potrebbe essere superato in caso di vittoria del Sì al referendum di domenica prossima. La riforma costituzionale prevede tra l’altro la riforma del Titolo V, che, in caso di contrasto con le Regioni, attribuisce allo Stato centrale la clausola di supremazia. il che potrebbe sbloccare infrastrutture strategiche qual è appunto l’Alta velocità sulla dorsale Adriatica, i cui lavori per il raddoppio della tratta Termoli-Lesina restano fermi a causa dell’opposizione della sua Regione. Anche l’ex ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha fatto l’esempio del Molise argomentando come una Regione di appena 300mila abitanti blocca quell’opera che serve allo sviluppo dell’intero Paese.
«L’ex ministro Lupi ha torto marcio. Evidentemente è stato disattento a tutto il lavoro che abbiamo svolto insieme alle Regioni della dorsale Adriatica a partire proprio dall’iniziativa organizzata dalla “Gazzetta del Mezzogiorno” su questo argomento. Proprio a Bari, ricorderà, intervennero i presidenti delle Regioni, l’allora sindaco Emiliano, l’amministratore delle Fs, Moretti. In quell’occasione parlammo del tracciato e della necessità di dare alle nostre Regioni e alle rispettive popolazioni gli stessi diritti che da anni il governo riserva al resto del Paese in tema di mobilità ferroviaria».

Presidente, ricordiamo perfettamente tutto: quella di cui parla fu la posizione da lei espressa. In questi anni però nessun passo in avanti è stato fatto proprio per l’opposizione della sua Regione, che chiede una variante al progetto approvato da Rfi, dalla Puglia e dai ministeri competenti dopo anni e un lungo iter fatto di numerosi incontri, riunioni tecniche e dibattiti pubblici promossi anche dalla Gazzetta. Un’ipotesi alternativa, quella proposta dalla sua Regione, che costerebbe oltre 500 milioni di euro in più rispetto ai costi inizialmente previsti.
«Cominciamo col dire che la Regione Molise è a favore di una infrastruttura strategica come questa dell’Alta velocità sulla linea Adriatica. Figuriamoci se il Molise si oppone. L’unica eccezione che fece a suo tempo e che continua a ripetere in ogni occasione pubblica, tecnica e politica riguarda la necessità di valutare con maggiore attenzione il tracciato ferroviario, suggerendone lo spostamento verso il percorso autostradale per evitare un impatto che ostacolerebbe lo sviluppo dei 33 km interessati dal raddoppio della costa molisana».


Questa ipotesi progettuale costerebbe molto, però, mentre il progetto già approvato prevede l’affiancamento del secondo binario all’attuale. Inoltre l’ipotesi che voi suggerite prevede di rifare l’intero progetto e di far ripartire daccapo tutta la procedura.
«È chiaro che la nostra proposta avrebbe un incremento dei costi e dei tempi di realizzazione dell’opera, unicamente finalizzato all’investimento infrastrutturale. Noi sappiamo però che l’infrastruttura comporta costi anche sulla base delle ricadute che determina sul territorio. Se io spendo 10 euro in meno ma non do alcuna possibilità di sviluppo futuro al territorio, quell’opera resta fine a se stessa. Noi vogliamo che quell’infrastruttura accresca il valore del nostro territorio, liberando un’area a ridosso della costa che apporterebbe ricchezza non solo al Molise ma al Paese. Spendere di più oggi vuol dire dare un valore aggiunto futuro al territorio. Realizzare il doppio binario accanto all’attuale vuol dire vincolare per sempre quell’area».

Ma Presidente, ciò che lei porta come esempio negativo è avvenuto lungo l’intera costa Adriatica, il cui sviluppo è stato favorito proprio dalla ferrovia. Lei poi sa benissimo che se dovesse vincere il Sì, la sua Regione riguardo a questo argomento non potrà più porre alcun veto.
«Non è vero. Io mi auguro che passi il Sì. Con il Sì questi temi verrebbero discussi nel Senato delle autonomie».

Con la riforma del Titolo V deciderebbe il Governo.
«Certo, le deleghe sulle infrastrutture strategiche tornano al governo centrale. Ma il Senato delle autonomie diventa il luogo istituzionale dove si affrontano questi temi. Con la differenza che la singola Regione non si trova più a difendere da sola le sue scelte. Domani con il nuovo Senato si apre uno scenario nel quale tutte le Regioni sono solidali e le proposte dei vari territori avranno ben altro peso specifico».

Dunque non vede alcun pericolo che il governo bocci le richieste della sua regione riguardo a questa opera?
«Io so che dal 2001, da quando si è intervenuti con la modifica del Titolo V, il contenzioso in materia di conflitti tra Regioni e Stato centrale è passato dal 5 al 45 per cento del lavoro delegato alla Corte Costituzionale. Cioè se prima il contenzioso valeva solo il 5 per cento del tempo e delle cause, dopo la modifica del Titolo V il conflitto è aumentato al 45%. Questo ha significato un rallentamento. Con la rivisitazione del Titolo V questo conflitto tra i poteri verrà meno».

Insomma l’ex ministro dei Trasporti Lupi sbaglia nel dire che il Molise ostacola questa opera?
«Lupi è distratto, non ha seguito con attenzione l’evoluzione e mi meraviglio di ciò visto che era ministro quando discutemmo della infrastruttura e dei tre lotti per la realizzazione del raddoppio Termoli-Lesina. Noi siamo stati d’accordo per l’Alta velocità. Ci siamo espressi per dire che quella infrastruttura serve al Paese ma deve essere un’occasione di sviluppo economico anche per le Regioni interessate».

Presidente, quell'opera resta bloccata per il Molise. Lei conferma che non ci sarà alcun passo indietro rispetto alle richieste fatte?
«Noi abbiano presentato in tutte le occasioni, su tutti i tavoli, questo suggerimento dello spostamento de tracciato. Ribadisco: il costo dell’infrastruttura non è solo l’investimento sull’opera. Si valuta anche la ricaduta economica per il territorio. Se spostiamo il tracciato spenderemo di più, ma per la Regione Molise è una occasione di sviluppo per il suo futuro».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400