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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 12:57

Frecciarossa negato ultimatum a Ferrovie

Frecciarossa negato ultimatum a Ferrovie
LECCE - «Atteggiamento sconcertante e inqualificabile, specialmente da parte di chi rappresenta una azienda pubblica che dovrebbe se non altro conoscere e rispettare il galateo istituzionale e dovrebbe provare a contemperare gli obiettivi economici con l’interesse pubblico». Spiove un coro di critiche sul manager Fs, Elia, dopo il rinvio dell’incontro col presidente della Regione Emiliano sul caso Frecciarossa e ad aprire il fuoco di fila è il presidente dell’Anci, Luigi Perrone. «Evitare l’incontro con il governatore e con i sindaci- aggiunge - significa rifiutare il confronto con le comunità pugliesi».

A nulla valgono anche le giustificazioni addotte dal manager, ovvero la convocazione in commissione di Fs per martedì 29. «Elia aveva il dovere di presentarsi all'incontro istituzionale, che invece ha disertato, con il presidente della Regione - dice il deputato Rocco Palese - ed ha il dovere, martedì in Commissione, di venire a comunicarci di aver trovato la soluzione per restituire al Salento il maltolto, prolungando fino a Lecce la tratta del Frecciarossa Milano-Bari. Nel bilancio milionario di Ferrovie dello Stato, le cui entrate derivano al 66% da finanziamenti statali, ci sono anche i soldi dei cittadini pugliesi e salentini. Rivolgiamo poi un appello ai Presidenti delle Commissioni congiunte che si riuniranno (Bilancio e Trasporti) affinchè Elia dia una risposta precisa sul caso Frecciarossa: l'ordine del giorno della seduta di martedì appare assai vago».

«Quando parliamo di Fs parliamo di un’azienda che ha ancora nel nome la parola Stato. A questo punto - gli fa eco Francesco Boccia, presidente della Bilancio - chiamiamole Ferrovie di mercato e togliamo ogni contributo pubblico». In audizione «ascolteremo con molta attenzione Elia per capire, viste le sue ultime dichiarazioni, quali siano i piani di Fs e quali i progetti per il Sud. Il Parlamento si comporterà di conseguenza», conclude.

«Il tempo della demagogia è finito: dai parlamentari pugliesi di maggioranza ad Emiliano - incalza Luigi Vitali, coordinatore regionale di FI - abbiamo bisogno di atti sostanziali per evitare un’umiliazione senza precedenti per il Salento. Il rinvio dell’incontro è stato uno schiaffo ad una Puglia che soffre evidentemente di un deficit di autorevolezza politica». Anche l'annuncio di nuovi cantieri dal 2016 per i collegamenti al Sud, incalza il capogruppo di FI alla Regione, Andrea Caroppo, «è una promessa che non ci basta, specie perché da queste promesse resta escluso, ancora una volta, tutto il Salento. Trenitalia prolungherà la dorsale Adriatica del Frecciarossa fino a Lecce? Nessuna risposta». Indice puntato anche sul silenzio di Emiliano: «da 48 ore è diventato afono sulla questione». «È chiaro che Trenitalia spera di prendere tempo magari con l’auspicio che tutto - accusa Erio Congedo (Oltre) - possa poco alla volta cadere nel dimenticatoio».

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