Giovedì 21 Giugno 2018 | 06:33

Treni, raddoppio Termoli-Lesina sì Cipe a primo lotto

Treni, raddoppio Termoli-Lesina sì Cipe a primo lotto
di FRANCO GIULIANO
BARI - Via libera del Cipe alla delibera per i lavori del primo lotto - tratto Lesina-Ripalta (già finanziato con 106 mln) - per il raddoppio ferroviario del tratto Termoli-Lesina (32 km ancora a binario unico).

Il Comitato ha detto sì nella riunione di ieri alla quale hanno partecipato tra gli altri il governatore della Puglia, Nichi Vendola e l’assessore ai Trasporti della Regione Molise, Pierpaolo Nagni. Oltre naturalmente al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti che subito dopo l’incontro ha dichiarato alla Gazzetta: «Questo governo sta realizzando finalmente quegli impegni fermi in un cassetto da troppo tempo. Oggi abbiamo sbloccato numerose infrastrutture di grande importanza per il sud e per la competitività delle imprese del mezzogiorno».

Soddisfatto anche il presidente Vendola, che ha commentato: «Dopo tante battaglie, questa è una vittoria storica per la Puglia».

«Tenendo il fiato sul collo del ministero e di Palazzo Chigi - ha aggiunto Vendola - siamo riusciti oggi a portare a casa l'inizio dei lavori del raddoppio della Termoli Lesina, quel terribile tappo rappresentato dall’unico binario che impedisce alla dorsale adriatica di poter essere una linea ferroviaria moderna e capace di collegare il nord e il sud di questa parte dell’Italia. Per me è un sogno, non ci credevo più. E invece ce l'abbiamo fatta. Il primo lotto di lavori può finalmente partire».

«Nel corso della seduta del Cipe - ha concluso il presidente - all’ordine del giorno anche il nodo ferroviario di Bari, cioè per il collegamento ferroviario di quei dieci chilometri e mezzo tra Bari e l’ex frazione Torre a Mare. Un’opera che ha un limite di spesa di 391 milioni di euro, integralmente finanziato dal contratto di programma di Rfi».

Sul Raddoppio, il più soddisfatto di tutti è l’assessore ai Trasporti del Molise, Nagni che in questi mesi (rallentando anche l’iter) è riuscito a far inserire nel progetto generale una prescrizione che prevede la modifica di tracciato nei pressi di Campomarino (lotto numero 2), l'eliminazione del viadotto e il trasferimento dei binari dalla costa all’interno, con una galleria naturale di quasi due chilometri e una galleria artificiale di 900 metri.

«Di fatto - ha dichiarato Nagni - è passata la linea portata avanti in questi mesi dalla Regione Molise, ed è passata anche con qualcosa in più. Ora abbiamo, infatti, la possibilità concreta di intervenire sui progetti definitivi e, passati i 30 gg previsti per il Ministero competente e Rfi, per indicare la data di presentazione degli stessi, ci metteremo subito al lavoro affinché, nell’ambito del 2° e del 3° lotto, possano essere inserite tutte le prescrizioni utili a garantire vantaggi per il territorio molisano».

«Si conclude così - ha aggiunto Nagni - in maniera favorevole una battaglia non facile, quella per il raddoppio della Termoli Lesina che solo qualche tempo fa sembrava già persa. Bene abbiamo fatto a portare avanti con caparbietà le nostre ragioni in questo complesso iter – ha concluso Nagni - che è stato aiutato anche dalle iniziative messe in campo dalla Gazzetta del Mezzogiorno al quale la Regione Molise rivolge il suo plauso».

Anche per il presidente del Consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna (protagonista di una iniziativa a Roma per sbloccare questa vicenda) «questa di ieri è certamente una buona notizia, oltre che un buon inizio dei lavori, che come si sa dovranno riguardare l’intera tratta di 32 chilometri di strozzatura fino alla città molisana».

Cosa succede adesso?

Esaurita questa prima fase, il progetto preliminare relativo al primo lotto (approvato ieri dal Cipe), dovrà diventare «esecutivo». Dunque ottenere un altro passaggio dinnanzi al Cipe per poi essere inviato alla Corte dei Conti. E per il cantiere vero e proprio? «Non prima di qualche anno - dicono a Rfi. Dipenderà comunque dall’iter approvativo del Cipe».

Per arrivare al risultato di ieri ci sono voluti tre anni. Per redigere il «definitivo» e farlo approvare non si conoscono i tempi certi. Forse per velocizzare (così come è avvenuto per gli interventi dello Sblocca Italia) si potrebbe nominare un commissario governativo, magari lo stesso amministratore delegato di Fs, Michele Elia. Dal quale ci aspettiamo, «a partire da dicembre» (come assicurato dal sottosegretario Delrio) la restituzione dei treni veloci sulla linea Adriatica.

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