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Giovedì 19 Aprile 2018 | 17:46

«I treni veloci in Puglia? Forse dopo il 2015»

«I treni veloci in Puglia? Forse dopo il 2015»
FRANCO GIULIANO
BARI - Oltre tre anni di isolamento ferroviario della Puglia, sintetizzati in un’ora e mezza di colloquio tra l’amministratore unico delle Ferrovie dello Stato, Michele Elia e il presidente del Consiglio regionale pugliese Onofrio Introna. Risultato: Trenitalia potrà restituire i treni veloci spostati più di tre anni fa (esattamente 1.034 giorni) sulle linee ad Alta velocità non prima dell’estate del 2015, cioè solo dopo che entreranno in servizio i nuovi super veloci Frecciarossa 1000 che Trenitalia utilizzerà sempre sulle linea del Centro-Nord. Come dire: al Sud solo materiale rotabile usato che non serve altrove.
Presidente Introna come è andato il suo incontro a Roma con l’amministratore delle Ferrovie dello Stato?
Bene - dice al telefono il presidente Introna. L’ing. Elia è molto disponibile a risolvere i problemi. Mi ha assicurato che nel 2015 si prevede l’avvio di una serie di progetti che la regione attende da tempo. Come la variante della stazione di Bari, la velocizzazione della linea adriatica, l’ammodernamento della dorsale appenninica e l’incremento del traffico merci su ferro».

«Per l’alta capacità Benevento Foggia - aggiunge Introna, Elia ha spiegato che a settembre-ottobre del 2015 si avrà il via agli “atti propedeutici”, gara, progettazioni, incontro con le Regioni. Per quanto riguarda la stazione di Bari: a dicembre 2014 sarà pubblicato il bando di gara per il progetto Bari Sud, che da piazza Moro porterà a Torre a Mare passando da Triggiano, eliminando il “collo d’oca”, il fascio dei binari paralleli al mare. È prevista la realizzazione di un nuovo tracciato di circa 10,2 km, con tre nuove fermate (Campus, Executive, Triggiano) e 3 passaggi a livello soppressi, oltre a opere di mitigazione ambientale. Spesa 396 milioni di euro. Fine lavori 2022».
E sull’Alta Velocità Adriatica?
«Elia ha ribadito - dice Introna - che ci sono impegni da parte dell’azienda. Dopo l’avvio dei lavori di velocizzazione della rete e la chiusura dei passaggi a livello (entro il 2018) si avrà una riduzione dei tempi di percorrenza di 50 minuti nel tratto Bologna-Bari e altri 10 minuti fino a Lecce». Elia ha poi detto che sono «in via di completamento a fine 2015 i lavori della linea traffico merci, con due gallerie a Ortona e Cattolica. Consentirà di incentivare il trasporto di camion su rotaie.

Sui ritardi del raddoppio Termoli-Lesina, l’Ad delle Fs ha riferito al presidente Introna «che l’ultimo tentativo per risolvere questo problema è stato fatto dal presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che ha sollecitato il Molise a dare l’ok al progetto e convocato. Col via libera si passerebbe al Cipe per il finanziamento.
Presidente cosa intende fare ora dopo questo colloquio?

«Avviare una azione utile di sensibilizzazione nei confronti del Molise. Chiederò al presidente Vendola di sostenere questa esigenza affinchè la vicenda si chiuda al più presto perchè a nessuno può sfuggire che questa opera è strategica per il Mezzogiorno».

Tutto questo mentre la Regione Molise (che ha firmato la petizione della Gazzetta insieme ai governatori di Abruzzo, Puglia, Friuli e Basilicata) anche ieri alla Gazzetta ha continuato a ripetere di non «voler fare alcun passo indietro rispetto alle richieste avanzate». Smentendo persino di «avere ricevuto alcuna convocazione dal Consiglio superiore dei lavori Pubblici». Anzi l’assessore ai Trasporti Pierpaolo Nagni, senza nascondere una certa soddisfazione, ha detto «di essere stato capace, in sede di Conferenza Stato Regioni di sventare il tentativo dell’assessore ai Trasporti della Puglia, Giovanni Giannini che con un emendamento da inserire nello “Sblocca Italia” proponeva l’affidamento del progetto per il raddoppio Termoli-Lesina al commissario Elia (commissario straordinario anche per la Bari-Napoli)».

Una soluzione che avrebbe cioè permesso di superare i ritardi del ministero dei Trasporti, del Cipe (che dice di non avere ricevuto le carte) e dunque della Presidenza del Consiglio prima di trasferire il progetto al Presidente della Repubblica (che può approvarlo senza l’assenso del Molise).E invece, nonostante le rassicurazioni del ministro Lupi e del sottosegretario Lotti, quell’opera da mesi resta nei cassetti del ministero e quei 106 milioni di euro, già disponibili per il tratto pugliese Lesina-Ripalta, bloccati.

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