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Martedì 23 Gennaio 2018 | 01:29

La battaglia della Gazzetta Ferrovia adriatica, i soldi possono arrivare dall'Ue Insieme a Ue agisca il governo Pugliese: intervenga la Regione

La velocizzazione dell’asse ferroviario adriatico, al centro della campagna promossa da questo giornale, potrebbe essere oggetto di finanziamenti comunitari. E’ quanto deriva da un’inchiesta che ha portato “La Gazzetta” a Bruxelles, a interloquire con gli esperti europei coinvolti nel corridoio scandinavo mediterraneo, che attraversa l’Europa da Helsinki a Malta, incrociando l’Italia in verticale
La battaglia della Gazzetta Ferrovia adriatica, i soldi possono arrivare dall'Ue Insieme a Ue agisca il governo Pugliese: intervenga la Regione
La velocizzazione dell’asse ferroviario adriatico, al centro della campagna promossa da questo giornale, potrebbe essere oggetto di finanziamenti comunitari. E’ quanto deriva da un’inchiesta che ha portato “La Gazzetta” a Bruxelles, a interloquire con gli esperti europei coinvolti nel corridoio scandinavo mediterraneo, che attraversa l’Europa da Helsinki a Malta, incrociando l’Italia in verticale.

Nei giorni scorsi  si sono infatti svolte a Bruxelles le terze riunioni dei Forum dei nove Corridoi multimodali TEN-T entrati in vigore a gennaio 2014 nell'ambito del Regolamento europeo finanziario Connecting Europe Facility.

Tale Regolamento stanzia poco più di 26 miliardi di fondi comunitari per il settore dei trasporti da assegnare e spendere nell'arco del periodo di programmazione 2014-2020 sulle reti di trasporto transeuropee.

Tali reti si sviluppano su due livelli: una rete globale, comprehensive network, che mira alla coesione territoriale e la rete centrale, core network, costituita dalle infrastrutture strategiche europee. Su quest'ultima sono disegnati i nove corridoi che costituiscono lo strumento per facilitare la realizzazione coordinata  della rete centrale.

Inoltre, entro quest'anno verrà redatto un piano di lavoro per ciascun corridoio che includerà una descrizione delle caratteristiche del corridoio, gli obiettivi, le priorità nonchè un elenco di progetti  per l'estensione, il rinnovo e la realizzazione delle infrastrutture di trasporto  e la analisi degli investimenti da esse richiesti.

Nella riunione del Forum del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, in particolare, presieduta dal Coordinatore europeo Pat Cox, è  emerso come progetti su sezioni di rete globale, come l’asse adriatico ferroviario, non siano includibili nel redigendo piano di lavoro di corridoio. Come è noto, il corridoio scandinavo mediterraneo attraversa l’Italia includendo l’asse tirrenico, che comprende l’alta velocità da Milano a Napoli. Avendo fatto la scelta dell’asse tirrenico nella core network, l’asse adriatico è stato incluso dalla commissione europea solo nella rete globale, la “comprehensive network” e quindi escluso dai massicci finanziamenti destinati al corridoio. L’asse ferroviario adriatico, pur considerato importante per la mobilità europea, non è stato considerato strategico in quanto parallelo a quello tirrenico.

“Ciò però non significa - precisano alla Gazzetta gli esperti della Commissione europea - che l’asse adriatico ferroviario non possa essere oggetto di finanziamenti da parte di Bruxelles”.

Si aprono possibilità di finanziamento nel bando TEN-T di recente pubblicazione in cui una parte del budget, pari a circa 250 milioni di euro, è stata stanziata per lo sviluppo e l'implementazione di progetti di trasporto proprio sulla rete globale, quella a cui appartiene l’asse ferroviario adriatico.

“Tali progetti - precisano gli esperti della DG Move - dovranno dimostrare, tra gli altri requisiti, un evidente valore aggiunto europeo, un'analisi costi-benefici positiva e un elevato grado di maturità in termini di copertura finanziaria e cantierabilità.

In caso di interventi ferroviari, ad esempio, è previsto un co-finanziamento pari al 20% del costo del progetto che può giungere al 30% in caso di eliminazioni di strozzature sulla rete.

Si apre quindi un periodo di forte competizione per l'attrazione di fondi europei che possono anche combinarsi tra loro (fondi TEN-T, fondi FESR, strumenti innovativi finanziari) per il finanziamento coordinato di parti diverse di  un'opera più complessa ed ampia  che interessa il territorio.

Considerando il volume dei fondi a disposizione per la rete globale, gli esperti della DG Move ritengono più “candidabile” la velocizzazione dell’asse adriatico ( che costerebbe meno di un miliardo consentendo l’adeguamento della rete agli standards europei ) rispetto all’alta velocità, che richiederebbe diversi miliardi di euro. Per la velocizzazione dell’asse adriatico il governo potrebbe puntare su un mix di fondi TEN, fondi FESR e su strumenti finanziari innovativi su cui la commissione europea offre anche il know how della Banca europea degli investimenti. (g.m.)

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