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Lunedì 23 Aprile 2018 | 03:55

Battaglia della Gazzetta Treni, due domande all'Authority dei Trasporti Dopo la nostra inchiesta Class action e indagine Ue Ecco la vergogna delle tariffe La proposta: come finanziarci - Testo appello FIRMA LA PETIZIONE

di FRANCO GIULIANO
BARI - Domanda numero 1: «Trenitalia può applicare tariffe uguali per servizi diversi?». Più precisamente: è giusto che il Frecciabianca da Bari a Bologna (650 km, 5 ore e 36 minuti di viaggio) costi 71,50 euro e che da Napoli a Milano (846 km, 4 ore e 40 minuti di viaggio), col Frecciarossa la tariffa applicata sia di 95 euro? Due prezzi, solo apparentemente diversi (perchè diversa è la distanza tra le due tratte). In realtà se si divide la tariffa per i km, si ottiene, sia nel caso del tratto Bari-Bologna col Frecciabianca, sia nel tratto tra Napoli e Milano (sull'Alta velocità con il Frecciarossa) una tariffa esattamente uguale: pari a 0,11 euro a km. Domanda numero 2: «Trenitalia così facendo potrebbe avere violato i diritti dei consumatori»?
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Battaglia della Gazzetta Treni, due domande all'Authority dei Trasporti Dopo la nostra inchiesta Class action e indagine Ue Ecco la vergogna delle tariffe La proposta: come finanziarci  - Testo appello  FIRMA LA PETIZIONE
di FRANCO GIULIANO
BARI - Domanda numero 1: «Trenitalia può applicare tariffe uguali per servizi diversi?». Più precisamente: è giusto che il Frecciabianca da Bari a Bologna (650 km, 5 ore e 36 minuti di viaggio) costi 71,50 euro e che da Napoli a Milano (846 km, 4 ore e 40 minuti di viaggio), col Frecciarossa la tariffa applicata sia di 95 euro?

Due prezzi, solo apparentemente diversi (perchè diversa è la distanza tra le due tratte). In realtà se si divide la tariffa per i km, si ottiene, sia nel caso del tratto Bari-Bologna col Frecciabianca, sia nel tratto tra Napoli e Milano (sull'Alta velocità con il Frecciarossa) una tariffa esattamente uguale: pari a 0,11 euro a km.

Cioè: sia i passeggeri costretti a viaggiare sulle carrette dal Sud (coi Frecciabianca), sia quelli dei lussuosi Frecciarossa, pagano la stessa tariffa per chilometro.

Per Trenitalia (ma solo per Trenitalia) sarebbe la stessa cosa viaggiare col Frecciabianca, su una linea dove la velocità media è di 115 km orari, oppure ad una velocità media dei 180 km orari (con punte di 300 km orari) col Frecciarossa sul tratto Napoli-Milano. I passeggeri sanno benissimo, invece, che non è così.

Nonostante la stessa tariffa, corrispondono due servizi completamente diversi. Sia per quanto riguarda i tempi di percorrenza; sia per la qualità del materiale rotabile e della infrastruttura utilizzata.

Domanda numero 2: «Trenitalia così facendo potrebbe avere violato i diritti dei consumatori»?

I due interrogativi potrebbero interessare l'«Authority per la Concorrenza», che alla luce di questa notizia pubblicata dalla «Gazzetta» potrebbe aprire una «Istruttoria per eventuali abusi dominanti».

Le due domande le abbiamo sottoposte anche all'esame del Garante dei Trasporti. Tra i cui compiti - si legge sul sito ufficiale - «rientrano anche la definizione dei livelli di qualità dei servizi di trasporto e dei contenuti minimi dei diritti che gli utenti possono rivendicare nei confronti dei gestori. L'Autorità riferisce annualmente alle Camere evidenziando lo stato della disciplina di liberalizzazione adottata e la parte ancora da definire».

L'Autorità si è insediata formalmente il 17 settembre scorso; il 19 dicembre il consiglio dell’Autorità ha deliberato l'inizio in operatività a partire il 15 gennaio. Cioè due giorni fa. Sul tavolo del presidente, Andrea Camanzi, che ieri abbiamo cercato di contattare, si trovano adesso anche i nostri quesiti. L'ufficio stampa, inoltre ci spiega che uno degli argomenti all'ordine del giorno del Consiglio di ieri era proprio quello del settore ferroviario sul quale l'Autorità ha deliberato l'avvio di una indagine conoscitiva. Cioè: sulla concorrenza, sulle tariffe e sulla qualità del servizio prestato. Esattamente gli argomenti che stanno alla base della battaglia della «Gazzetta».

Intanto, nell’attesa che una delle prime risposte del neo presidente dell'Autorità venga riservata ai milioni di passeggeri delle Regioni della dorsale Adriatica (compresi i 15mila firmatari della nostra petizione) e alle richieste contenute nell'Appello sottoscritto dai governatori delle quattro Regioni della dorsale Adriatica, ieri l'Adoc-Puglia ha annunciato di avere avviato le procedure per verificare se esistono i presupposti di legge per avviare una class action (una azione collettiva) da parte dei consumatori-viaggiatori.

Pino Salomon presidente dell'associazione dei Consumatori ha già dato mandato ai suoi legali «di verificare se le tariffe applicate da Trenitalia, a fronte dei servizi resi, non violino il diritto dei consumatori» e dunque chiedere al giudice di valutare l'ipotesi di avviare una procedura legale.

La vicenda delle tariffe uguali praticate da Trenitalia a fronte di due diversi servizi, ieri è stata anche oggetto di una «interrogazione parlamentare» alla Commissione Europea.

L'onorevole Sergio Silvestris (Fi) prendendo come spunto il nostro articolo ha chiesto alla Commissione Europea di chiarire: Se tale disparità di trattamento, a parità di costi gravanti sui passeggeri, non violi la legislazione europea in materia di diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario, ed in particolare al diritto a non essere discriminati nell'accesso al trasporto in base al regolamento (Ce n. 1371/2007). E se «le arretrate condizioni infrastrutturali del corridoio ferroviario adriatico non siano in contrasto con i principi ispiratori della Comunicazione della Commissione, del 17 settembre 2010, relativa allo sviluppo di uno Spazio unico ferroviario europeo».

Infine ha chiesto alla Commissione Ue: «Se è a conoscenza delle forti disparità che distinguono le reti ferroviarie sulla dorsale Adriatica rispetto al Nord Italia e al versante tirrenico e se prevede perciò di prendere provvedimenti al fine di parificare questa situazione d'ineguaglianza, anche nell'ambito del VII programma quadro nel caso in cui fossero reperibili finanziamenti per l'ammodernamento di tale rete ferroviaria».

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