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Giovedì 26 Aprile 2018 | 09:39

Trenitalia e i viaggi al Sud ora è certo c'era la beffa

di CARLO BOLLINO
Ma quanto costa viaggiare da Bari a Milano, o magari da Lecce a Torino con le nuove tariffe di Trenitalia? Insomma a quanto ammonta la beffa della maggiorazione del biglietto, dopo aver già subito il danno della cancellazione dei treni notturni? La domanda rimbalza da giorni sulle pagine della «Gazzetta» che per prima, ormai un mese fa, ha scoperto che insieme all’orario ferroviario invernale (che prevede l’imperdonabile soppressione dei collegamenti diretti notturni tra Puglia e Nord Italia) è stata introdotta (nottetempo) anche una maggiorazione delle tariffe tra il 50 e il 60%. Un assurdo che ha suscitato le proteste della Regione Puglia e la pronta risposta di Trenitalia che ha annunciato rassicurante a partire dal 22 dicembre la «riduzione degli aumenti», ripristinando se non i convogli notturni, almeno le vecchie tariffe.
Trenitalia e i viaggi al Sud ora è certo c'era la beffa
di CARLO BOLLINO

Ma quanto costa viaggiare da Bari a Milano, o magari da Lecce a Torino con le nuove tariffe di Trenitalia? Insomma a quanto ammonta la beffa della maggiorazione del biglietto, dopo aver già subito il danno della cancellazione dei treni notturni? La domanda rimbalza da giorni sulle pagine della «Gazzetta» che per prima, ormai un mese fa, ha scoperto che insieme all’orario ferroviario invernale (che prevede l’imperdonabile soppressione dei collegamenti diretti notturni tra Puglia e Nord Italia) è stata introdotta (nottetempo) anche una maggiorazione delle tariffe tra il 50 e il 60%. Un assurdo che ha suscitato le proteste della Regione Puglia e la pronta risposta di Trenitalia che ha annunciato rassicurante a partire dal 22 dicembre la «riduzione degli aumenti», ripristinando se non i convogli notturni, almeno le vecchie tariffe.

Solo danno, insomma, e niente beffa. Un impegno ufficiale del quale si è giustamente compiaciuto il governatore Nichi Vendola mentre l’assessore al ramo, Guglielmo Minervini, chiosava: «Evidentemente funziona così. Con Trenitalia bisogna alzare la voce».
Sembrava fatta. Senonchè i nostri giornalisti hanno voluto vederci chiaro, e dopo aver atteso pazientemente l’arrivo della fatidica data del 22 dicembre, hanno provato ad acquistare i biglietti ferroviari per il Nord alle nuove tariffe ridotte. Sorpresa: dello sconto tanto sbandierato non si trova traccia.

Tutto come prima: prezzi tra il 50 e il 60% in più. Con un solo nuovo dettaglio: Trenitalia ha effettivamente introdotto una formula di tariffa integrata chiamata «Treni notte + AV» (dove AV sta per alta velocità) con un prezzo che se non è proprio identico a quello in vigore un anno fa, comunque gli si avvicina. Ma il punto, e qui veniamo alla polemica di queste ore, è che i biglietti a tariffa ridotta sono a numero chiuso. Insomma se li aggiudica solo chi arriva per primo.

Il nostro collega Franco Giuliano lo ha scritto sulle pagine della «Gazzetta», definendo quei biglietti a disponibilità limitata «una offerta promozionale» (all’incirca quello che sono), beccandosi però per due giorni di seguito la dura reprimenda delle Ferrovie dello Stato. «Desideriamo porre fine alla pretestuosa polemica sui prezzi delle tariffe integrate dei biglietti Treni notte + AV, in vigore dal 22 dicembre scorso - scrive da ultimo il portavoce dell’amministratore delegato di FS - ribadendo il concetto, forse poco chiaro all’autore dell’articolo ma fortunatamente noto ai viaggiatori (e anche all’assessore regionale Minervini), che non si tratta di un’offerta promozionale o stagionale ma di un nuovo sistema strutturale di prezzi studiato ad hoc per questa tipologia di servizio, e approvato dal ministero dei Trasporti che lo ha inserito nel Contratto di Servizio con scadenza nel 2014. Quali promozioni hanno una durata tanto lunga?

Quindi ribadiamo: andare da Bari a Milano con la tariffa integrata Notte + AV costa 60,30 euro, spostarsi da Lecce a Venezia costa 63 euro, da Brindisi a Torino 73,20 euro. Senza inganni e senza dietrologie». Tutto chiaro quindi? Niente affatto. Tornando a fingerci normali viaggiatori, ieri abbiamo provato a navigare sul sito Trenitalia.it così come suggerito dal portavoce FS, con l’intento di acquistare il famoso biglietto «a tariffa integrata», ma per l’ennesima volta non siamo riusciti a trovarne traccia. Al contrario abbiamo ritrovato la sconsolante conferma che per andare da Bari a Milano (se lo si vuole fare di notte) occorre cambiare a Bologna, bisogna viaggiare per 9 ore e 38 minuti e pagare un biglietto in seconda classe di 83 euro. Sconto? Zero. Il sito ci conferma pure che per andare da Brindisi a Torino se «pretendiamo» di arrivare soltanto in 11 ore e 34 minuti (con il solito cambio a Bologna) dobbiamo pagare 108 euro (sempre seconda classe, che la prima costa 127), mentre se accettiamo di viaggiare per quattordici ore (14 ore!) e di fare due cambi (uno a Pesaro e l’altro a Piacenza) il prezzo può scendere fino a 76 euro. Anche in questo caso però nessuno sconto. Se poi abbiamo davvero urgenza c’è la soluzione dieci ore e mezza e due cambi: si parte «comodamente» alle 4:00 del mattino e si paga 131 euro in seconda classe oppure 171 in prima.

Sconti? Anche questa volta niente. Ma le famose tariffe integrate «Treni notte + AV» allora? Visto che sul sito internet non le abbiamo trovate, chiediamo aiuto al call center (54 centesimi per minuto + 30 centesimi alla risposta). Squilla, ci risponde l’operatrice «A413» alla quale chiediamo di prenotarci un posto sul Bari-Milano alla tariffa «Treno notte + AV»: e questa volta la ragazza senza nome finalmente in modo chiaro conferma che i biglietti a prezzo ridotto sono a disponibilità limitata e che i biglietti scontati sono terminati.

Ma quanti ce ne sono disponibili? chiediamo. «Non lo sappiamo, dipende» risponde la giovane, senza poter spiegare da che cosa dipenda. Se vogliamo partire dunque non ci resta che acquistare a prezzo intero, vale a dire col biglietto maggiorato del 50%. Tentiamo di prenotare su altre tratte e anche provando a cambiare orari di partenza, ma la musica non varia: tutti i biglietti a tariffa ridotta sono esauriti. In verità anche due giorni fa avevamo fatto la stessa verifica al call center, e della identica risposta fornita da un’altra operatrice avevamo puntualmente scritto. «Per quanto riguarda la risposta fornita dal call center - replicava ieri il portavoce di Moretti - sono già in corso accertamenti interni». Temiamo che le operatrici da indagare adesso siano diventate due.

Il danno dei treni notturni cancellati insomma c’è stato. Ora sappiamo con certezza che c’è stata anche la beffa.

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