Giovedì 21 Giugno 2018 | 04:21

Verso il 4 marzo

Elezioni, nella Bat i «big»
corrono solo col paracadute

candidati delle formazioni più quotate continuano a rinfacciarsi le reciproche vie di fuga

Nella notte dei collegiEmiliano cala il «tris»

RINO DALOISO

Nel collegio elettorale uninominale Puglia 4 (Andria, Barletta, Canosa e Trani) per la Camera va di moda il «paracadute». Da giorni i principali candidati alla conquista dello scranno maggioritario a Montecitorio (Francesco Ventola per il centrodestra, Giuseppe D’Ambrosio per il Movimento 5 Stelle e Filippo Caracciolo per il centrosinistra) si rinfacciano l’uso, se non l’abuso, di quel prezioso aggeggio che il vocabolario Treccani definisce così: «Dispositivo che ha lo scopo di ridurre la velocità di caduta di un grave ad esso vincolato, usato come mezzo di salvataggio in caso di incidente aereo, per il lancio di speciali reparti (paracadutisti) su territorio nemico in periodo bellico, per far giungere rifornimenti, soccorsi, munizioni a reparti isolati o a popolazioni civili».

Naturalmente gli aspiranti parlamentari preferiscono il significato figurato del termine, secondo il quale «fare da paracadute a qualcuno» vuol dire «impedire che abbia a subire danno da qualche impresa rischiosa, proteggerlo contro eventuali conseguenze di un errore». E quale impresa appare più rischiosa e quale errore foriero di nefaste conseguenze di questi tempi più della candidatura in un collegio maggioritario in cui vince chi ha un voto in più degli avversari e gli altri restano a casa?
E così Ventola, già sindaco di Canosa e presidente della Provincia di Barletta, Andria, Trani, attacca via Facebook il deputato 5 Stelle, D’Ambrosio: «Troppo comodo candidarsi alla Camera nel maggioritario con il paracadute del concomitante primo posto nel collegio proporzionale, dove l’elezione è praticamente certa. D’Ambrosio avrebbe dovuto rinunciare al listino bloccato. Allora sì che avremmo avuto una contesa senza rete».

A stretto giro di post, la replica di D’Ambrosio: «È vero: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Siccome sia Ventola che Caracciolo dicono che io sia un candidato provvisto di “paracadute”, avevo proposto loro di impegnarsi a dimettersi dal Consiglio regionale, a prescindere dall’esito elettorale del 4 marzo. Se li batto, infatti, lo hanno pur sempre loro a disposizione il “paracadute” di via Capruzzi. Per converso, io mi sarei impegnato ad accettare solo l’elezione nel maggioritario e a rinunciare a quella nel proporzionale. La loro risposta? L’invito a un confronto. Mah!».

È una campagna ellittica quella in corso. In campo ci sono anche la giornalista Lucia De Mari per Liberi e uguali, l’avvocato Cosimo Damiano Matteucci per Potere al popolo e Cristina Dargenio, commessa, per Casa Pound, ma non si vedono confronti diretti. Dice Demari: «Ma quale paracadute... La mia è una battaglia per contribuire a cambiare le cose, puntando innanzitutto sul senso etico della politica».

Questa è anche una campagna elettorale un po’ «azzoppata». Qualche giorno dopo la presentazione delle liste, infatti, l’assessore regionale all’Ambiente, il pd Filippo Caracciolo, è stato indotto a dimettersi dal pressing del governatore Michele Emiliano perché indagato per corruzione in un’inchiesta condotta dalla Procura di Bari per un appalto da 5,8 milioni di euro per la costruzione di una scuola media a Corato. «La candidatura a Montecitorio gli serve per conquistare il paracadute (ci risiamo, ndr) dell’immunità - sbotta D’Ambrosio - mentre Ventola attacca solo me ed il M5S, con un silenzio imbarazzante su Caracciolo e l'indagine che lo vede coinvolto. Sarà forse lo stesso copione visto già a Roma di Pd e Forza Italia e satelliti sempre assieme?».

La replica di Ventola: «Io preferisco parlare delle cose che ho fatto e voglio fare, non delle persone: sono per la proposizione, non per la contrapposizione». E Caracciolo: «D’Ambrosio è ossessionato da me, si tranquillizzi e provi a dormire serenamente. Pensi a cosa ha fatto per questo territorio, se ha fatto qualcosa».

Per finire, un particolare curioso: sarà un caso o forse no, ma al contrario di quello che accade per centrodestra, Liberi e uguali e 5Stelle, nei comitati elettorali di Caracciolo non si notano manifesti della capolista al proporzionale al Senato, Assuntela Messina, barlettana, presidente regionale del Partito democratico (praticamente certa dell’elezione, come D’Ambrosio), come pure non v’è materiale che inviti a votare Caracciolo in quelli della docente: divergenze o dimenticanze parallele? Chissà.
Certo è che in tema di «paracadute» viene pure in mente il celebre cartoon di Hanna e Barbera sulle «corse pazze» di Dick Dastardly e del dispettoso cane Muttley, capace di bucargli il paracadute proprio quando è in volo. A D’Ambrosio, Ventola e Caracciolo nessuno bucherà il «paracadute» che si sono tenuti ben stretto, ma solo a uno di loro il cittadino-elettore, novello Muttley, non bucherà le gomme dell’auto in viaggio per Roma.

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