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Lunedì 19 Febbraio 2018 | 13:14

relazione della dia

Nord Barese soffocato
dal dominio di più clan

Agiscono in piena autonomia sfruttando il forte legame con il territorio

Finanza

BARLETTA - «La provincia di Barletta, Andria, Trani - viene sottolineato nella relazione al Parlamento sulla situazione della criminalità organizzata nel primo semestre del 2017 a cura della Direzione investigativa antimafia - è caratterizzata dalla presenza di sodalizi che, sfruttando un forte legame con il territorio, esprimono una propria autonomia operativa nonostante le decise influenze criminali derivanti dai gruppi di Cerignola, assieme ai quali nascono, sovente, sinergie operative per la gestione delle attività illecite.

Tra queste si segnalano le estorsioni, i reati predatori commessi anche “in trasferta”, i furti di autovetture, la ricettazione, il riciclaggio e, su tutti, il traffico di stupefacenti. I contatti con la mafia cerignolana si avvertono maggiormente nella Valle d’Ofanto (San Ferdinando di Puglia – Trinitapoli e Margherita Savoia) dove la stessa, oltre a poter contare su appoggi ben consolidati, avrebbe offerto modelli operativi e strategici a diversi soggetti del luogo, favorendone la crescita criminale. I centri urbani, ed in special modo i capoluoghi di Barletta, Andria e Trani, risultano caratterizzati dalla presenza di organizzazioni che tendono ad imporsi nei territori per gestire il mercato degli stupefacenti.

Contrasti tra organizzazioni criminali per il possesso delle piazze di spaccio risultano altrettanto evidenti a Trinitapoli, dove i gruppi Miccoli–Derosa si contrappongono ai Gallone-Carbone, quest’ultimi collegati al clan Pellegrino-Moretti-Lanza di Foggia. Stessi contrasti si registrano ad Andria, ove il clan Pastore-Campanale risulta in conflitto con i Pistillo-Pesce.

La città di Trani continua a vivere una fase di instabilità criminale, conseguente alla forte azione di contrasto giudiziario che ha determinato un vuoto gestionale nelle attività illecite ed in particolare nel traffico di sostanze stupefacenti. In tale quadro, diversi gruppi criminali si starebbero fronteggiando per recuperare spazi d’azione. L’operazione “Point break”, conclusa nel mese di febbraio dall’Arma dei Carabinieri, ha offerto uno spaccato significativo delle dinamiche criminali della città. Più nel dettaglio, è stato puntualmente ricostruito il fenomeno delle estorsioni riconducibile al clan Corda in danno di numerosi operatori commerciali di Trani. Proseguendo nella descrizione delle dinamiche del territorio, Barletta si conferma un centro nevralgico per l’approvvigionamento della droga proveniente dall’Albania, anche in forza della radicata presenza di cittadini di quella nazione. Sul territorio, il gruppo Cannito resta contrapposto agli Albanese. Tale circostanza ha trovato un’ulteriore conferma nel corso del semestre, a seguito di un’attività investigativa conclusa, nel mese di febbraio, dall’Arma dei Carabinieri con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare383 nei confronti di 4 soggetti legati al clan Cannito, accusati dell’omicidio, avvenuto nel 2012, di un esponente del menzionato clan rivale degli Albanese. L’inchiesta ha disvelato l’esistenza di più gruppi criminali operanti a Barletta, facendo altresì emergere come quello dei Cannito pretendesse dagli altri gruppi malavitosi una quota degli introiti derivanti dallo spaccio di stupefacenti e dalle estorsioni, pratica a cui il gruppo degli Albanese non aveva mai inteso sottostare.

A Canosa di Puglia, oltre al consolidato gruppo dei Matarrese, dedito allo spaccio di stupefacenti, opera il sodalizio Carbone, collegato alla criminalità cerignolana.

Situazione differente si riscontra a Margherita di Savoia che, in assenza di organizzazioni di tipo mafioso, annovera la presenza di sacche criminali, talvolta contrapposte tra loro, che cercano di imporre la propria supremazia sul territorio, offrendo altresì appoggi funzionali ad attività illecite dirette dai sodalizi dei comuni limitrofi.

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