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Domenica 18 Febbraio 2018 | 00:40

la denuncia

Andria, borgo Troianelli
«Manca il progetto
rimuovete il cantiere»

L'appello dei residenti della borgata dimenticata dalle istituzioni

Andria, borgo Troianelli

di MARILENA PASTORE

ANDRIA - Un comitato per la tutela di Troianelli, composto dai residenti di questa borgata alla periferia estrema della città di Andria, pone all’attenzione della politica e della comunità cittadina una serie di problemi che soffocano questa frazione cittadina, ormai da anni.

Quasi dimenticata questa realtà cittadina da parte delle istituzioni locali, il presidente del comitato spontaneo «Pro Borgata Troianelli», Agostino Tesse, si fa portavoce di queste doglianze: «Da mesi ormai il panorama della borgata è dominato dalla presenza di un cantiere edile che dopo febbrili azioni iniziali risulta fermo, monumento (o monito) alla intraprendenza. La borgata si pregia di avere un palazzo storico di particolare pregio architettonico, denominato palazzo o masseria Troianelli, che da sempre per i residenti costituisce l’elemento identitario più visibile. I residenti più anziani ricordano ancora le funzioni religiose della comunità, celebrate nella chiesetta annessa al palazzo, purtroppo da tempo chiusa a causa del crollo del tetto. E questo spinge il neonato comitato a prestare attenzione a quanto accade al palazzo».

Il presidente Tesse ricostruisce i passi più salienti della vicenda: «Questo edificio è stato interessato agli inizi del mese di luglio 2017 da lavori che si sono tradotti nella realizzazione di una recinzione volta a delimitare un cantiere. In quella circostanza i residenti hanno appreso dal cartello esposto che era stata avviata una pratica edilizia, la Scia n. 55370 del 4 luglio 2017, presentata dalla «Bosco di Spirito Società semplice di Nicola e Silvia Cecilia Lantano», progetto e direzione dei lavori arch. Giovanni Alessandro Selano, ditta esecutrice «Edil Pertoso Srl» di Andria, avente ad oggetto lavori di messa in sicurezza del Palazzo Troianelli – manutenzione straordinaria e ristrutturazione degli annessi capannoni, foglio 131, 1018-1050».

Ma quello che dopo accade lascia stupiti tutti: a seguito di accesso ai documenti della pratica, si scopre di fatto l’assenza di progetti allegati alla pratica, tanto che la Scia era stata sospesa in attesa di riavvio del procedimento. Da articoli giornalistici, il comitato dei residenti apprende dallo stesso progettista e direttore dei lavori di quel cantiere, arch. Selano che «non vi sono progetti (perché richiesti dal comune, come apertamente ammesso) – ricorda Tesse – e che nessuna richiesta di progettazione della Soprintendenza può essere evasa “senza focalizzare le possibili destinazioni d’uso finali degli immobili, non fosse altro che per progettare e dimensionare».

Dunque, allo stato non sussiste alcuna progettazione per aperta confessione del progettista. E allora: «perché il cantiere non viene chiuso dalle competenti autorità?», si chiede il presidente.

«Di solito le autorità concedono giorni 30 per l’esibizione della progettazione del caso, pena la rimozione del cantiere ed il ripristino dello stato preesistente, ma quei 30 giorni sono decorsi abbondantemente senza che alcuna iniziativa sia stata presa». Ma non è tutto: «La Bosco di Spirito soc. semplice di Nicola e Silvia Cecilia Lantano, che ha presentato la SCIA – conclude il presidente - lo ha fatto in virtù di un contratto di affitto di fondi rustici e fabbricati del 20 aprile 2017, stipulato con la Coloni di Montegrosso (soc. coop. a r.l.), avente ad oggetto per l’appunto il c.d. Palazzo Ducale in Borgata Troianelli. Tuttavia, la Coloni di Montegrosso ha conseguito la proprietà del Palazzo Ducale con una transazione fatta con la regione Puglia ed approvata con la deliberazione di giunta regionale n. 1046 del 23 giugno 2009. Questa transazione prevede all’art. 2 lett. a) la cooperativa si obbliga a versare in favore della regione Puglia la somma di 130mila euro in 10 rate annuali per il bene immobile denominato palazzo ducale “Troianelli”, a titolo risarcitorio per la vendita non autorizzata, previa iscrizione di ipoteca o fideiussione. Quindi è stato fittato a fondo rustico un immobile ipotecato a favore della Regione Puglia. E il pagamento totale della somma si perfezionerà soltanto il 31 ottobre 2019».

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