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Domenica 25 Febbraio 2018 | 13:00

ambiente

La vicenda Tufarelle
arriva lo «stop» del Tar

Sospesa l'efficacia degli atti approvati dalla Provincia sull'ampliamento della discarica a Minervino Murge

discarica

di ROSALBA MATARRESE

MINERVINO - Vicenda ampliamento dell’impianto per rifiuti a Tufarelle, arriva la svolta attesa dal Comune di Minervino. Il Tar Puglia ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato incaricato dall’amministrazione Mancini e ha sospeso gli atti che autorizzavano la discarica, sia quelli della determina provinciale della Bat, che i pareri espressi in conferenza di servizi. Che cosa succederà adesso?

Bisognerà attendere il 7 febbraio prossimo, quando il Tar si esprimerà su entrambi i ricorsi presentati dai comuni interessati: Minervino Murge e Canosa di Puglia. Una vicenda lunga, complicata e ricca di colpi di scena quella di Tufarelle, che sta mobilitando i cittadini e le amministrazioni dei due paesi, contrari da sempre all’ampliamento dell’impianto della Bleu.

I RICORSI - Come si ricorderà la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dal Comune di Canosa di Puglia contro il provvedimento della Provincia Bat che autorizza l’ampliamento dell’impianto per il trattamento dei rifiuti della Bleu. Percorribile, invece, la strada intrapresa dal Comune di Minervino Murge di ricorrere al Tar Puglia. L’esito definitivo del Tar è atteso il 7 febbraio 2018. Nel dispositivo del provvedimento della Presidenza dei Ministri si legge che «il ricorso si ritiene inammissibile poiché ai sensi e per gli effetti della legge che disciplina tale tipo di ricorso, lo stesso può essere proposto da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico/territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute e della pubblica incolumità dei cittadini.

La titolarità dell’interesse cosiddetto “qualificato” costituisce requisito essenziale per proporre opposizione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ancora: ai sensi dell’art 14 - quinquies della legge n. 241/90 si pone la facoltà in capo alle sole amministrazioni cui l’ordinamento espressamente attribuisce funzioni attinenti la tutela ambientale, paesaggistico/territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute e della pubblica incolumità dei cittadini. In questo caso specifico, sempre secondo la Presidenza del Consiglio dei Ministri, gli enti normativamente preposti alla tutela ambientale, paesaggistico/territoriale, alla tutela della salute e della pubblica incolumità dei cittadini sono: l’Arpa Puglia, l’Asl Bat e l’Ufficio tecnico della Provincia Bat.

MINERVINO - La sindaca Lalla Mancini ha avuto modo, in più occasioni, di ribadire il suo no alla realizzazione dell’impianto, in quanto – ha affermato – «in stridente contrasto con la sua visione del territorio, improntata al benessere e alla tutela della salute dei cittadini, alla salvaguardia dell’ambiente e al rilancio dell’aspetto turistico, gastronomico e di vocazione agricola».

Intanto non si fermano le iniziative di sensibilizzazione per ribadire il no alla discarica. Forte l’impegno del Comitato Minervino Sana, che già nel 2012 scese in campo per indire un referendum contro la realizzazione di qualsiasi tipo di discarica nel territorio comunale.

IL REFERENDUM - Come è noto, il referendum del 2012 sancì la volontà della cittadinanza minervinese di non autorizzare la realizzazione di discariche e di impianti di qualsiasi tipo nel territorio murgiano. Una volontà disattesa proprio con il via libera di quegli enti che hanno dato parere favorevole alla possibile realizzazione dell’impianto. Il comitato Minervino Sana insieme all’amministrazione comunale di Minervino e a quella di Canosa di Puglia sta facendo fronte comune con istituzioni, partiti e società civile, in piena sinergia con i cittadini e le associazioni ambientaliste canosine che si sono mobilitate. Un no alla discarica anche dall’associazione l’Umana Dimora, che sta promuovendo diverse iniziative di sensibilizzazione per ribadire l’impegno contro la realizzazione dell’impianto.

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