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Lunedì 19 Febbraio 2018 | 13:14

la polemica

Andria, il quartiere San Valentino
continua ad essere abbandonato»

Una dura nota del Comitato di quartiere dopo la caduta di un albero

andria

di MARILENA PASTORE

ANDRIA - «Solo per puro caso l’albero caduto nei giorni scorsi in via Monopoli, nel quartiere S. Valentino, non ha causato una tragedia e forse se ciò fosse accaduto chissà quanti “riflettori” si sarebbero accesi sul Quartiere ormai completamente “spento”, nel vero senso della parola». È la riflessione posta dai due rappresentanti del comitato di quartiere San Valentino, Pietro Carnicelli e Riccardo Anzioso dopo l’incidente dei giorni scorsi che ha visto crollare un albero sembra a causa del forte vento.

Mentre si attendono gli esiti dei rilievi sull’albero caduto per comprendere se si sia realmente trattato solo del forte vento oppure se la caduta dell’albero sia anche stata dovuta ad altri fattori legati alla manutenzione ed allo stato di vitalità del medesimo, come accaduto in altre zone della città, il comitato di quartiere pone delle riflessioni: «Non vogliamo che i riflettori si accendano per le tragedie umane che pure sono innumerevoli e spesso si consumano in silenzi omertosi e compiacenti. Ciò che vogliamo, invece, è che ad un albero che cade corrispondesse una foresta che cresce ma i politici andriesi sono anche addirittura capaci di demolire pure quel bel detto: qui al quartiere S. Valentino così non è mai stato. Eppure gli alberi continuano a cadere, come birilli. Sono moltissimi, come testimoniato da materiale fotografico e dalla realtà, gli alberi tagliati alla base e mai reimpiantati. Da queste parti anche il regolamento comunale del verde pubblico è carta straccia. Quell’albero caduto in via Monopoli è l’emblema del decadimento di una parte importantissima del territorio. Quanti finanziamenti pubblici sono andati perduti? Quanti investimenti mancati? Quante occasioni perse? Quali interessi hanno prevalso su quelli sociali del nostro quartiere? Vogliamo solo ricordare – dichiarano Carnicelli e Anzioso, presidente e segretario del comitato - che il centro commerciale ipermercato di Andria avrebbe dovuto insediarsi nel nostro quartiere, oltre quindici anni fa quando vide la luce. Perché venne cambiata la collocazione urbanistica? Con quale criterio? Quello fu solo uno dei segnali che facevano presagire quale fosse il livello di disattenzione verso il quartiere. La storia, la pessima storia della ancor peggiore azione politica degli anni successivi ha fatto il resto. Neppure un misero, piccolo, mercatino di quartiere sono riusciti a realizzare. Eppure un mercatino era già nato ma venne soppresso in fase di assegnazione dei posteggi agli ambulanti aventi diritto che parteciparono al bando; soppresso per dar vita al mercatino coperto, quello davanti alla chiesa che con un soffio di vento è venuto giù e i cui rottami sono ancora lì alla portata di tutti. Anche in quel caso si evitò la strage visto che sotto quel manufatto i bambini si fermavano a giocare all’uscita di scuola, non essendo neppure protetto. Altro miracolo per la tragedia scampata».

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