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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 22:46

Caso al Nuzzi

Andria, lezioni a giorni alterne
al liceo: il riscaldamento non va

Si attende il collegamento dell'impianto alla rete del gas. E la dirigente è costretta a far restare a casa ogni giorno otto classi perchè le aule riscaldate sono poche

Andria, lezioni a giorni alterneal liceo: il riscaldamento non va

MARILENA PASTORE

ANDRIA - Mentre il contatore sul sito istituzionale del liceo scientifico “R. Nuzzi” segna 866 giorni di ritardo nella consegna dei lavori del nuovo edificio, la scuola corre ai ripari e dispone la turnazione delle classi vista l’impossibilità di usare le aule nuove, che non sono riscaldate. Un provvedimento che potrebbe durare anche tutto l’inverno se la situazione non si sblocca.

Il dirigente scolastico del “R. Nuzzi” Michelangelo Filannino ha diffuso una nota con cui informa genitori e studenti della necessità di turnare nelle uniche aule riscaldate, viste ormai le temperature invernali giunte e stabilizzatesi in questi giorni. Dall’11 gennaio, dunque, «le otto aule del nuovo edificio – scrive il preside - non potranno più essere utilizzate, come in questi primi giorni, con orario ridotto fino a quando l’impianto di riscaldamento già esistente, non sarà collegato alla rete del gas. In questo periodo otto classi (tranne le quinte) a turno giornalmente non verranno a scuola».

In sostanza, una classe al giorno rimane a casa. Preoccupati da un lato i genitori degli studenti: si accumulano ritardi e si interrompono le lezioni che chiaramente non verranno mai più recuperate; dall’altro preoccupati i docenti che si trovano costretti a proseguire nel percorso di studio in maniera accidentata, nonostante tutti gli sforzi profusi. È dal mese di agosto, infatti, che già si erano posti il problema dell’utilizzo delle nuove aule nel periodo invernale, chiedendo fin da subito all’ente Provincia di attivarsi per consegnare le aule, ormai pronte, ufficialmente alla scuola dopo aver fatto richiesta di attivazione di utenze e servizi. Gli studenti e i docenti hanno manifestato, protestato, sfilato per la città. Qualche promessa di risoluzione, tanti i silenzi da parte di chi avrebbe dovuto agire subito, senza indugio, per garantire il diritto allo studio che oggi invece gli studenti vedono compromesso, costretti a casa da un’empasse stagnante che non vede spiragli.

Gli studenti dello scientifico sono scesi in strada lo scorso 20 dicembre per denunciare la situazione ed al contempo sollecitare l’amministrazione provinciale Barletta-Andria-Trani, il presidente della Bat e sindaco di Andria Nicola Giorgino a completare finalmente i lavori di ampliamento dell’edificio di via Cinzio Violante oltre ai lavori di allacciamento della rete elettrica, idrica e riscaldamento. Ma è tutto fermo. Per martedì 16 gennaio è stato convocato dal dirigente Filannino il collegio docenti che esaminerà e approverà un documento che darà l’avvio ad una petizione: una raccolta firme per chiedere in via ufficiale alla Provincia la ripartenza dei lavori. Allo stato, dal punto di vista strettamente legale è in piedi una battaglia giudiziaria sul mancato pagamento all’impresa di una parte dei lavori: al decreto ingiuntivo dell’impresa si è opposta la provincia Bat che ha contestato i lavori eseguiti; dal punto di vista tecnico, invece, si succedono determine dirigenziali su passaggi di consegna della direzione dei lavori che, tuttavia, non sbloccano lo status quo. Ad oggi, il rischio è che quell’opera sia destinata a morire così, simbolo per le future generazioni di adulti delle promesse mai mantenute.

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