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Lunedì 19 Febbraio 2018 | 13:14

autorizzazioni

Andria, manca il regolamento
rischio smontaggio per i dehors

La denuncia arriva da Savino Montaruli (Unimpresa Bat)

Andria, manca il regolamento rischio smontaggio per i dehors

MARILENA PASTORE

ANDRIA - Smantellare o no? Il dilemma incombe sui numerosi pubblici esercenti che hanno investito ad Andria nell’allestimento dei cosiddetti dehors, le strutture esterne ai locali. Il comune di Andria, ad oggi, non ha ancora approvato il regolamento concordato con la soprintendenza di Foggia. Una situazione di enorme incertezza per tutte le attività presenti da piazza Catuma a Corso Cavour passando per Porta Castello. «Qualora il comune non approvi con la massima urgenza entro qualche giorno il regolamento comunale, tutti i dehors delle aree d’ambito interessate, quindi quelle più centrali della città, dovranno provvedere allo smantellamento immediato delle strutture e dovranno adeguarsi da subito a quanto prescritto dalla soprintendenza, chiedendo una nuova autorizzazione ad essa direttamente, con tutte le conseguenze del caso, anche in merito alla tempistica di rilascio».

Di questo è convinto il responsabile di Unimpresa Bat Savino Montaruli che aggiunge: «Questo sarebbe un danno economico e d’immagine gravissimo ed insopportabile. Al contrario, in caso di approvazione del regolamento, sarà data la possibilità di usufruire del rinnovo delle attuali autorizzazioni per un altro anno salvo l’obbligo, nel corso del 2018, di predisporre i nuovi progetti per gli allestimenti che dovranno essere sostitutivi di quelli esistenti.

Una confusione enorme che ancora una volta si riversa su chi ha voluto investire in questa città ma che vede sempre più a rischio le proprie attività lavorative. Come Unibat torniamo a chiedere all’amministrazione comunale e agli uffici competenti interventi immediati e celeri che evitino il peggio. In caso di assenza di tali interventi non escludiamo formali richieste di intervento da parte delle competenti autorità al fine di accertarne responsabilità per quanto potrebbe derivarne. Da parte nostra c’è la massima disponibilità purché si arrivi a soluzione di un problema che anche nelle altre città non è stato risolto».

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