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Lunedì 18 Dicembre 2017 | 08:16

trani

Molestie e rapine al trans
nove anni a Lomolino

L'uomo già condannato a 10 anni per una rapina alle Poste

Molestie e rapine al transnove anni a Lomolino

ANTONELLO NORSCIA

TRANI - Dopo la condanna a dieci anni di reclusione per la drammatica rapina alle Poste del primo marzo 2007, Patrizio Romano Lomolino viene condannato dal Tribunale di Trani ad altri 9 anni di carcere per le presunte molestie sessuali e rapine ai danni di un transessuale biscegliese.

I fatti risalgono a febbraio 2007, cioè a pochi giorni prima della rapina alle Poste per cui il 37enne tranese ha scontato la condanna definitiva e nello stesso clima e periodo in cui fu assassinato nelle campagne di Trani il viados di “Tatiana”, all’anagrafe Aldomiro Gomes, 57enne brasiliano da tempo a Trani dove lavorava e si prostituiva.

Perché, secondo quanto ricostruì la magistratura alla luce delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia tra cui il tranese Vito Corda, Lomolino avrebbe nutrito forte avversione verso il mondo di omosessuali e transessuali, a tal punto che avrebbero dovuto “dare tutti i soldi” Lomolino sarebbe stato avvezzo “a compiere rapine perpetrando durante l’azione criminosa rapporti sessuali”. Lomolino si trovava in carcere da novembre dello scorso anno proprio per le molestie e le rapine al trans biscegliese per cui ora è stato condannato.

Per la Procura tranese, in più occasioni avrebbe aggredito e rapinato (20-30 euro a volta) un transessuale biscegliese, fratello di un altro trans. L’ordinanza di custodia cautelare a firma del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani Maria Grazia Caserta gli fu notificata in cella pochi giorni prima che finisse di espiare la condanna (come riferiamo in altro articolo) per la rapina alla filiale delle Poste di Largo Petrarca. L’ordinanza custodiale ha resistito al vaglio del Tribunale del Riesame di Bari e dunque l’ha mantenuto in carcere anche dopo che erano cessati gli effetti della condanna per la rapina, con sparatoria, del primo marzo 2007. L’ordinanza fu, invece, annullata, il 29 dicembre, nella parte in cui prevedeva l’arresto anche per l’accusa dell’omicidio di Gomes. Per la stessa contestazione a giugno seguì un’altra ordinanza custodiale, sempre emessa dal gip Caserta su richiesta dal pubblico ministero Michele Ruggiero, basata sostanzialmente sulle dichiarazioni di Corda. Ma non ebbe miglior sorte perché anche in questo caso il Tribunale del Riesame l’annullo, accogliendo il ricorso degli avvocati Mario Malcangi e Domenico Loprieno. Che ora attendono le motivazioni della sentenza di primo grado per impugnare la condanna a 9 anni di reclusione per le molestie e le rapine ai danni del trentenne transessuale biscegliese che si prostituiva. Ma prima c’è un altro appuntamento.

Quello del 30 novembre con la camera di consiglio fissata dal gip Caserta a seguito della richiesta di archiviazione del pm Ruggiero proprio per le indagini sull’omicidio di “Tatiana”.

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