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L'inchiesta

Disastro ambientale a Barletta
17 a giudizio per la Cementeria

cementeria Barletta

Il gup del tribunale di Trani Francesco Messina ha rinviato a giudizio nove delle 17 persone coinvolte nell’inchiesta per disastro ambientale condotta dalla procura di Trani sulla cementeria della Buzzi Unicem di Barletta. Le altre otto persone, tutti tecnici di Arpa Puglia e del comitato provinciale della Bat, hanno fatto richiesta di rito abbreviato, fissato per il 24 gennaio prossimo.
Per tutti gli imputati, fra i quali vi sono i vertici dell’azienda, componenti del comitato tecnico della Provincia di Barletta - Andria - Trani, funzionari regionali e dell’Arpa Puglia, l’accusa è di disastro ambientale colposo e, a vario titolo, di reati in materia di gestione e smaltimento dei rifiuti e i pubblici funzionari coinvolti rispondono di falso ideologico e omissioni. Il pm aveva chiesto il non luogo a procedere ma il gup, in udienza, ha motivato la sua decisione per la complessità del procedimento, in quanto riguarda problematiche di natura chimico - fisica e d’impatto ambientale, ma anche tematiche amministrative, circa i rapporti fra enti pubblici e soggetti privati. L’udienza è fissata per l’8 gennaio 2018.

Secondo l’ipotesi accusatoria, la cementeria avrebbe violato il piano regionale di gestione di rifiuti ottenendo indebitamente una autorizzazione ad aumentare la quantità di rifiuti speciali da incenerire, passando da 51.000 a 65.000 tonnellate annue. Fra coloro che si sono costituiti parti civili, oltre a comune di Barletta, provincia Bat e Regione Puglia, vi è il Comitato operazione aria pulita, che con i suoi esposti ha sollecitato più volte la procura di Trani a indagare sulla cementeria. «Siamo molto soddisfatti per il rinvio a giudizio - ha commentato il presidente del comitato Michele Cianci - perché molti cittadini vivono una condizione di sofferenza, avendo quell'impianto a pochi metri dalle loro abitazioni, senza considerare che di nuove se ne stanno realizzando a distanza ridottissima».

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