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Sabato 18 Novembre 2017 | 05:18

Andria

Centraline elettroniche
nel nascondiglio della mala

Le apparecchiature erano nascoste nell'intercapedine di un'impalcatura

Centraline elettroniche  nel nascondiglio della mala

di Gianpaolo Balsamo

ANDRIA - Furto e riciclaggio di veicoli, un business sempre più diffuso nel Nord Barese.

La conferma è arrivata dall’ennesimo ingente sequestro di centraline elettroniche operato dai poliziotti del locale commissariato che, nell'ambito di una mirata attività investigativa, nel centro cittadino hanno scoperto il nascondiglio utilizzato probabilmente da criminali specialisti che smontano, tagliano, depredano e incendiano auto rubate in tutto l’hinterland.

Le centraline (le apparecchiature con le relative chiavi di accensione erano suddivise a seconda della tipologia di auto) appartenenti ad autovetture di svariate marche, rubate, nonché un potente jammer (un sofisticato dispositivo disturbatore di frequenze) e numerosi attrezzi da scasso (tronchesi, pinze, cacciaviti, estrattori, svitatori, ganci da traino, ecc) erano occultate nell’intercapedine di una impalcatura in un immobile del centro storico.

Le centraline elettroniche, prelevate di volta in volta dai ladri a seconda della necessità, sarebbero state utilizzate dai «topi» d’auto per mettere in moto i veicoli eludendo le protezioni di sofisticati impianti di allarme.

Tutto il materiale rinvenuto, pertanto, è stato sottoposto ad ulteriori accertamenti per verificare la presenza di eventuali impronte digitali così da poter risalire anche all’identità dei componenti della banda, sicuramente specialisti del furto ed autori di una serie di furti compiuti in tutto il Nord Barese e finalizzati al pagamento del cosiddetto «cavallo di ritorno».

«Il ritrovamento di queste centraline elettroniche conferma che il fenomeno dei furti di autovetture sia ancora una piaga da debellare nonostante sia calato il numero delle auto rubate rispetto al passato». A parlare è il primo dirigente del commissariato di Andria, Giampaolo Patruno che fa riferimento anche all’escalation di furti d’auto avvenuti in zona Castel del Monte soprattutto ai danni dei turisti di passaggio.

«Siamo riusciti anche in questo caso - ha aggiunto il funzionario della Polizia di Stato - a far calare le denunce grazie ad appositi servizi di controllo che, insieme ai carabinieri e alla guardia di finanza, sistematicamente continuiamo a svolgere intorno al maniero federiciano».

Il ritrovamento successivo anche di alcune autovetture (a qualche chilometro dal centro urbano) già oramai irriconoscibili perché variamente cannibalizzate di pezzi motore e carrozzeria, conferma invece che la premiata ditta del «ruba & taglia» continua a scegliere le campagne andriesi come «officine» dove smembrare le autovetture o occultarle in attesa di essere riscattate dai rispettivi proprietari dietro il pagamento del cosiddetto «cavallo di ritorno». Un fenomeno sempre in fermento che, secondo gli investigatori, avviene sull’asse Nord Barese - Sud Foggiano e che vede coinvolte vere organizzazioni criminali al cui interno opera una «squadra operativa» dedita al furto del mezzo, la «squadra dei tagliatori» che seziona le autovetture e anche una «piattaforma logistica» in grado di ripulire i pezzi nei circuiti dei demolitori compiacenti, utilizzando spesso anche documentazione apparentemente lecita.

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