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Sabato 18 Novembre 2017 | 16:49

L'inchiesta della Procura di Trani

Bisceglie, Spina indagato
per l'ex capo di gabinetto

Bisceglie, Spina indagato  per l'ex capo di gabinetto

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - Per undici anni il suo più stretto collaboratore, ora 76enne, ha svolto prima le funzioni di responsabile di due uffici comunali e poi quelle di capo di gabinetto. Ma i contratti gli sarebbero stati affidati con atti monocratici del sindaco, senza selezione e nonostante il «dirigente» non avesse nemmeno il diploma. Per questo la Procura di Trani ha fatto notificare un avviso di conclusione delle indagini all’ex primo cittadino di Bisceglie, Francesco Spina, 51 anni, al suo ex capo di gabinetto Vittorio Preziosa e al segretario generale del Comune, Francesco Lazzaro: sono accusati, a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità, di abuso di ufficio, falso ideologico e falso materiale.

L’indagine, condotta dal pm Simona Merra della Procura di Trani, nasce da accertamenti della Finanza avviati dalla Corte dei Conti e poi continuati in sede penale. Il cavalier Preziosa, che 2016 fu protagonista anche di una polemica con «Piazzapulita» per via di un servizio sul tesseramento Pd truccato a Bisceglie, è entrato in Comune a ottobre 2006 con un «co.co.co.» come responsabile del servizio assistenza alla persona, e ne è uscito ad aprile 2016 dopo sei anni da capo di gabinetto: in tutto questo tempo - secondo la Finanza - sarebbe costato al Comune 297mila euro. Soldi che - questa l’impostazione di accusa - Preziosa non avrebbe potuto percepire in quanto per l’inquadramento nella categoria D3 è necessaria la laurea, oltre che la procedura comparativa. La mancanza del titolo di studio, dice la Procura, fa venir meno anche il requisito della «comprovata competenza altamente qualificata» richiesta dal Testo unico degli enti locali per il conferimento di incarichi «di natura temporanea». Oltre che l’abuso d’ufficio per la stipula dei contratti, la Procura contesta ai tre il falso ideologico e materiale per aver attestato che nel Comune di Bisceglie non erano disponibili altre risorse professionali che potessero svolgere via via il ruolo di responsabili dell’assistenza alla persona, dell’igiene urbana e poi quello di capo di gabinetto assegnati a Preziosa. Il segretario generale del Comune risponde poi per non aver impedito la stipula dei contratti, nonostante l’obbligo di vigilare «sulla correttezza amministrativa dei provvedimenti adottati».

Spina è stato dichiarato decaduto da sindaco di Bisceglie il 6 settembre scorso, dopo che a giugno aveva citato in giudizio il suo stesso Comune per ottenere la liquidazione di tre vecchi incarichi legali non pagati. Un espediente con cui ha evitato di presentare le dimissioni (che avrebbero fatto sciogliere il Consiglio comunale in anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato) e che si spiega con la volontà di candidarsi alle prossime elezioni politiche. Spina è infatti uno dei principali supporter del presidente Michele Emiliano, ed aspira a un posto nelle liste del Pd per il Parlamento.

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