Cerca

Giovedì 23 Novembre 2017 | 08:44

Il sindacato

Andria, mensa «cancellata»
a scuola: scoppia la protesta

Gilda insegnanti: Eliminando la refezione viene meno il tempo pieno con un impoverimento dell'offerta formativa

Andria, mensa «cancellata»a scuola: scoppia la protesta

MARILENA PASTORE
ANDRIA - Refezione scolastica: la scelta dell’amministrazione di non proseguire più col servizio nelle scuole primarie e secondarie di primo grado nei prossimi anni scolastici, mantenendola invece per l’asilo nido comunale e per la scuola dell’infanzia, spiazza famiglie e docenti.

Dopo la replica politica del gruppo consiliare Andria in movimento – che di fatto ha confermato con i numeri la preoccupazione dell’avvocato Nespoli, che ha sollevato la vicenda che altrimenti rischiava di passare nel silenzio più assoluto – ad intervenire ora è il sindacato degli insegnanti Gilda. «Appresa la notizia della delibera di giunta del 20 settembre 2017 con la quale l’amministrazione comunale di Andria di fatto ha eliminato per il prossimo anno scolastico la mensa per la scuola primaria e per la secondaria di I grado della città, la Federazione Gilda Unams ha richiesto al sindaco un confronto urgente al fine di rivedere la decisione», riferisce il sindacato stesso in una nota.

Incontro avvenuto con l’assessore alla pubblica istruzione Paola Albo lo scorso 24 ottobre: accompagnata dal dirigente e dal funzionario di settore, l’assessore ha spiegato che, a causa di una razionalizzazione della spesa e per le scarsissime risorse che pervengono dalla regione Puglia, la giunta è stata costretta ad effettuare questa scelta. L’alternativa sarebbe stata aumentare il prezzo del pasto giornalieri, rendendolo di fatto proibitivo per le famiglie. «A nulla sono valse le obiezioni che hanno sollevato Vito Carlo Castellana, coordinatore provinciale della Federazione Gilda Unams, e Arcangelo Speranza, responsabile territoriale», riporta il sindacato.

Due gli ordini di ragioni opposte a questa decisione unilaterale della giunta: una didattico-sociale e l’altra occupazionale. «Si è infatti preoccupati – spiega GILDA - che i tagli come al solito andranno ad incidere sulle fasce più deboli della popolazione, proprio quelle che vedono nella scuola una delle poche possibilità di crescita sociale e di emersione dall’emarginazione culturale e dalla povertà (il riferimento è in particolare all’istituto comprensivo “Imbriani-Salvemini”, quartiere San Valentino, che solo nella scuola primaria conta ben 16 classi con il tempo prolungato ndr). Con l’eliminazione del servizio mensa, poi, viene meno il tempo pieno nelle scuole di Andria, con un conseguente grave impoverimento dell’offerta formativa, con conseguente possibile perdita secca di posti di lavoro, con docenti che non potrebbero più garantire la continuità didattica e che si vedrebbero costretti ad una mobilità forzosa. Tale taglio comunque si ripercuoterebbe su tutto l’ambito territoriale legato all’ufficio scolastico di Bari».

E non è ancora tutto. Si dirà: non c’è mensa? Si può portare il pasto da casa.
«L’amministrazione comunale rifacendosi ad una sentenza del TAR Piemonte e ad una circolare Miur, ritiene che si possa mantenere l’attuale assetto occupazionale prevedendo di mantenere la mensa scolastica, a condizione che le famiglie provvedano al pasto facendolo portare da casa».

Dinanzi alle obiezioni sollevate dalla federazione Gilda Unams (che la mensa è un momento socio-didattico importante e non è solo soddisfare un bisogno fisiologico; e che il caso «Torino» con la pronuncia del Tar Piemonte non è applicabile tout court ad Andria: norma un caso completamente opposto a quello andriese ndr) l’assessore ha preso l’impegno di intervenire personalmente presso l’ufficio scolastico regionale per spiegare le ragioni di tale scelta e per cercare di conservare il tempo pieno.

Il sindacato Gilda-Unams, conclude la nota sindacale, pur apprezzando tale tentativo, «lo ritiene assolutamente insufficiente e non esclude altre iniziative per scongiurare che tale provvedimento venga definitivamente messo in atto».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione