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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 00:20

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Discarica e illeciti, fioccano
le richieste di parte civile

in corso l'udienza preliminare

Discarica e illeciti, fioccano le richieste di parte civile

ANTONELLO NORSCIA

TRANIPer i presunti illeciti sulla discarica Amiu fioccano 7 richieste di costituzione di parte civile, sulla cui ammissibilità il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Trani Angela Schiralli si pronuncerà il 31 ottobre. Ad attendere se sarà dolcetto o scherzetto sono: il Comune di Trani (che aveva già formulato istanza con l’avvocato Bepi Maralfa), Amiu (che al contempo è imputata come persona giuridica), il Comitato Trani Bene Comune, Legambiente, il Comitato Pugliese di Legambiente, il Ministero dell’Ambiente e l’imputato Michele Zecchillo, ingegnere-direttore tecnico dell’impianto di Contrada Puro Vecchio (che nel 2015 finì sotto sequestro) che si ritiene parte lesa per le ipotesi di reato di turbativa d’asta e corruzione contestati a Francesco Paolo d’Amore, presidente del collegio sindacale Amiu dal 2008 al 2014, al direttore generale della Marco Polo Engineering Spa, Loris Zanelli, ed all’architetto barese Michele Lastilla.

Il Ministero dell’Ambiente, inoltre, ha chiesto di esser autorizzato a citare come responsabili civili la stessa Amiu e la società Marco Polo Engineering che avrebbero conseguito vantaggi patrimoniali. Il difensore della società piemontese ha chiesto che il gup pronunciasse subito “qui ed ora” sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. Ma il gup - evidentemente anche per l’assenza del pubblico ministero titolare del fascicolo d’inchiesta Michele Ruggiero (sostituito nell’udienza di ieri dal collega Alessandro Donato Pesce) - ha rinviato la decisione sul punto, verosimilmente alla stessa udienza del 31 ottobre.

Secondo il difensore toscano Domenico Cei la Procura avrebbe formulato richiesta di rinvio a giudizio nei confronti della Società a prescrizione già maturata; senza che dunque vi fosse stato, precedentemente, un atto che la interrompesse. Ventitrè gli imputati a vario titolo per più filoni d’indagine: ancora aperta la possibilità procedurale che qualcuno opti per il rito abbreviato. Solo scolastica l’ipotesi che qualche imputato chieda di patteggiare. La discarica di Contrada Puro Vecchio, dove ormai da tempo sono stati stoppati i conferimenti, sarebbe stata una vera e propria bomba ecologica con possibili gravi conseguenze su ambiente e salute.

Stando agli atti d’inchiesta, l’impianto di proprietà comunale, gestito dalla municipalizzata Amiu, è stato un autentico pericolo “con conseguenze difficilmente valutabili nel loro esaurimento”. Un inquinamento ambientale, atmosferico e delle acque di falda, che partirebbe da lontano. Dal 2009 al 2014 si sarebbe “realizzato progressivamente”, secondo quanto conclusero i consulenti della Procura di Trani, dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) e dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari, “con condotte prevalentemente omissive”. Perciò la discarica di smaltimento di rifiuti urbani “non pericolosi” che asserviva il bacino di utenza ATO Bari 1 (dal 3 settembre 2014 risparmiato dai conferimenti per diffida del Servizio Rischi Industriali della Regione) agli inizi del 2015 fu sequestrato.

“Un disastro ambientale di potenza espansiva”, per il pm Ruggiero, ritenuto figlio di una serie di omissioni - chi avrebbe dovuto controllare e vigilare non l’avrebbe fatto - ma anche di commissioni. Vi sarebbe stato anche “l’incombente e concreto rischio di esplosione della discarica”. Accuse mosse a soggetti con diverse funzioni per condotte che molti imputati avrebbero “posto in essere consapevolmente e volontariamente quantomeno con dolo eventuale”. Tra gli imputati amministratori comunali, responsabili Amiu e di alcuni uffici regionali ma anche 2 figure apicali di un laboratorio di analisi di Bitonto che avrebbero rilevato tardivamente “una forte impennata delle concentrazioni di metalli pesanti rispetto ai valori medi registrati precedentemente”.

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